coprofagi
vignetta di Beppe Mora

Affondando le radici nel pensiero greco, innervato dalla prospettiva escatologica cristiana, e coniugando la terribile bellezza dell’industrializzazione con la geometrica potenza del liberismo globale, la civiltà occidentale è diventata l’esperimento più avanzato di trasformazione dei cittadini in un branco di psicotici, dementi e idioti compulsivi. Come cavie di uno scienziato pazzo dentro un labirinto, stimolate da scariche, luci, suoni ed ordini pavloviani, rimbalziamo come palline da ping pong in una partita per non vedenti inseguendo il lavoro, le e-mail, il contratto migliore per il cellulare, il traffico, la rata del mutuo, le bollette, le tasse, il bollino blu, il cambiamento delle password.

Dobbiamo essere performanti e vincenti, avere degli hobby, coltivare amicizie su Facebook, rilassarci, prendere posizione, comprendere i figli, discutere con il partner quello che non va nel rapporto, essere sicuri di noi stessi ma anche fragili per vivere le emozioni, seguire la moda, scegliere il cibo giusto, affrontare le nuove patologie del giorno, essere unici, intuire le tendenze, diventare coscienti del mondo globale preoccupandosi non soltanto dei cazzi propri ma della carestia nel corno d’Africa, del deficit di democrazia in Russia, della difesa delle nostra civiltà, della salvaguardia delle minoranze…Ora, ci si mette pure la Borsa. Che è la vita, perché non conta quanto lavori e quanto guadagni, se hai saggiamente progettato il futuro o vivi alla giornata: se la Borsa crolla, sei rovinato.

E non basta fare i furbi e non comperare azioni. In Borsa ci sono le banche che, siccome devono guadagnare, investono in “prodotti derivati” che non si sa bene cosa siano ma quando tutto va bene sono delle figate pazzesche e tu un coglione che non le capisci ma appena fai finta di capire le cose vanno male e tu sei un miserabile idiota a crederci. Mentre le banche vanno salvate, perché questi derivati sono come le scatole dei truffatori alle fiere: le apri e ci trovi dentro niente oppure i buoni del tesoro di uno Stato. Se le cose vanno male, insomma, senza che tu ne sappia niente il tuo Stato può fallire e tu ritrovarti ad emigrare in Africa sperando che Gheddafi ti accolga. Se le cose vanno bene, dopo aver frullato per tutta la vita e fatto il culo e rovinato la tua esistenza e quella dei tuoi figli, puoi avere abbastanza per comperarti una casa in campagna e fottertene della Borsa. E vivere come viveva tuo nonno. Che, a pensarci, uno lo poteva fare anche subito. Ma vuoi mettere, la civiltà occidentale!

di Paolo Aleandri

Il Misfatto, 24 luglio 2011