”Il problema è di reagire, in questi giorni non si sta reagendo”, e ci si sta facendo infilzare dalla speculazione come gli Orazi e Curiazi, mentre si discute di un governissimo che non reggerebbe un giorno. Lo ha detto Romano Prodi, parlando a Padova in occasione della presentazione del Rapporto Nord Est 2011.

“La Banca d’Italia deve certificare di fronte all’estero che non si raccontano balle e reagire come deve fare un Paese forte – ha aggiunto -. Bisogna mettere insieme governo, opposizione e Banca d’Italia perché qui il problema è dimostrare che il Paese è compatto”. “Per me – ha rincarato – è incredibile che non ci siano state reazioni da parte del governo”.  Per Prodi, “è necessaria l’azione perché qui si può rovinare un Paese che ha grandi strutture produttive”.

“Di fronte ad una mancanza di politica forte – ha aggiunto l’ex presidente del consiglio – noi siamo infilzati pezzo per pezzo dalla speculazione, come gli Orazi e Curiazi”. Dunque secondo Prodi, “ci vorranno alcuni punti in cui governo e opposizioni dovranno convergere. Una tregua – ha chiarito – non un governissimo, perché non reggerebbe un giorno. E’ necessario un momento di unità e di forza per reagire alle speculazioni. E’ così che l’Italia deve presentarsi”.

Il governo, ha attaccato, “ha promesso cose che non era possibile promettere”. “Tagli lineari, allora tagliamo un dito a tutti ed è fatta – ha ripetuto – o la logica della formichina: una è la ricetta della bastonata l’altra della formichina, del giorno per giorno, per abbassare il debito. O prendiamo un rimedio forte, durissimo, o dobbiamo metterci in un cammino virtuoso”.

”Sul governo tecnico sono stato chiarissimo: in questo momento – ha ripetuto Prodi, parlando con i giornalisti al termine dell’incontro – bisogna spegnere l’incendio e non cercare altri governi perché i mercati stanno lavorando contro di noi”.

Per l’ex premier “questo è il momento in cui governo e opposizione devono riunirsi per studiare alcuni emendamenti condivisi che nascono dall’emergenza, in modo da presentarci uniti di fronte all’estero e per dare la garanzia all’estero che quello che presentiamo è serio”. “Occorre che a questa decisione – ha puntualizzato – partecipi un gruppo creduto e credibile come la Banca d’Italia”.

Prodi ha nuovamente fatto cenno all’attacco speculativo: “Si prende ad uno ad uno la parte più debole – ha sottolineato – e la si colpisce. In questo momento l’Italia con le sue divisioni, con il rinvio dei problemi della Finanziaria al 2013-2014, con le liti tra i ministri, ha dato un messaggio al mercato internazionale picchiate noi perché siamo i più deboli”.