Chris Haydon lo sa bene: il multiculturalismo è una questione complicata e controversa. Il suo ultimo documentario Peckham Travellers racconta la difficile storia di integrazione dei travellers irlandesi a Londra.

Nonostante le difficoltà di occuparsi di minoranze etniche e culturalmente emarginate, Haydon, ex producer della Bbc, non rinuncia a cercare la mediazione e anzi ha fatto da anni una scelta di campo precisa. “Credo che i media mainstream siano tra i principali responsabili della diffusione di un’immagina falsata, stereotipata, semplicistica e in fin dei conti razzista degli immigrati in questo paese”.

Per questo ha fondato una televisione locale – Community TV Trust – di base a Southwark, uno dei quartieri più multietnici di Londra.

Finanziato dal Municipio di Southwark e presentato la settimana scorsa alla Tate Modern, “Peckham Travellers” è un reportage sulla comunità gitana che nei periodi stanziali vive a Peckham.

Scopo principale del lavoro è ricostruire la vita quotidiana della comunità e restituirne un’immagine il più possibile vicina alla realtà, in aperta polemica con la serie televisiva My Big Fat Gypsy Wedding andato in onda di recente su Channel 4.

La sit-com di Channel 4 tendeva continuamente a dipingere i travellers con colori eccessivamente accesi e toni decisamente sopra le righe,” ha detto Chris Haydon, “non c’era la minima aspirazione a dire la verità sulla vita di questa minoranza a Londra”.

Per contrastare questa tendenza al semplicismo, “Peckham Traveller” mette insieme 12 episodi sulla vita quotidiana della comunità nel quartiere a sud del Tamigi. Un matrimonio, la storia di un aspirante pugile, la gita delle donne all’Epsom Derby – la più prestigiosa corsa di cavalli di Londra, presenziata dalla regina -, una protesta contro il sindaco Boris Johnson e uno sguardo sul futuro da parte delle madri di famiglia.

Il problema principale per i travellers oggi sono la discriminazione e la marginalizzazione dei giovani.

Molti giudicano i travellers secondo stereotipi beceri e spesso non verificati: sono ladri, sono sporchi, non hanno senso civico e non si prendono cura dei propri figli,” dice il coordinatore del Centro per la Coesione di Southwark Michael Cleere.

In realtà, è spesso vero il contrario. Le famiglie gitane di Peckham – come la maggior parte di esse in Inghilterra – sono prevalentemente di origine irlandese e britannica e sono quasi sempre molto cattoliche e con un senso profondo della famiglia”.

Conferma a pieno questo parole Kathleen Joyce, energica madre di quattro ragazzi di origine irlandese. In un linguaggio vivace connotato da un forte accento racconta la storia della propria famiglia e spiega il motivo per cui ha deciso di far crescere i suoi bambini a Peckham. “Io non so né leggere né scrivere,” dice “e proprio per questo ho sempre tenuto molto all’educazione dei miei figli. Li ho cresciuti a Peckham perché qua c’era una delle poche scuole che li prendesse”.

Il coordinatore per la Coesione Cleere e la sua collega Emma Kehoe hanno espresso la loro soddisfazione per il successo del progetto, che ha riempito l’auditorium della Tate e ha fatto partecipare molti esponenti della comunità.

Speriamo di poter realizzare iniziative come queste anche in futuro, ma non sarà facile,” ha detto Emma Kehoe.

È notizia recente infatti che David Cameron e Theresa May hanno deciso di tagliare decisivamente i fondi al Pve (Prevention Violent Extremism) istituito nel 2006, grazie al quale “Peckham Traveller” è stato realizzato. Il comune di Southwark è tra i 15 che dall’anno prossimo non riceveranno più quei soldi.

In conclusione, Chris Haydon ha ringraziato la comunità gypsy irlandese che si è aperta con fiducia al progetto del DVD. “E’ un centro folle quello che decide di ignorare la propria periferia,” ha detto il regista, “credo che oggi abbiamo tutti contribuito a dare spazio a chi di solito vive ai margini”.

Di Viola Caon, giornalista freelance che lavora a Londra. Si occupa di tutto quello che è cultura, politica e società e ha un’attrazione particolare per le minoranze. Il suo blog Allovertechnique parla anche di questo.