C’è vita oltre la morte? Pare proprio di sì: un mio collega rinato sedia-sdraio di plastica è ora in vacanza in Croazia, altri amici miei sono rinati vetri blindati e lavorano in banche ed aeroporti. C’è poi chi s’è trasformato in tondino di ferro, chi giocattolo a norma UE, chi quaderno a quadretti, chi palla di gomma, concime, pavimento, bottiglia di gazzosa. Qualcuno meno fortunato in pompetta per clistere o spazzola per wc… ma poco male: l’importante è la vita eterna! Già, ad anelarla mica siete solo voi esseri umani, pure noi sacchetti di monnezza ci speriamo. Ma se per voi è solo questione di libero arbitrio, per noi dipende da dove nasci e dove muori.  E` questo che fa la differenza. Anzi la differenziata.

I più sfigati di noi, manco a dirlo, sono i sacchetti di Napoli.

Sono anni che voi umani vi fate la guerra sulla loro plastica, in un fetido intreccio di affari e camorra che li ha condannati a finire in fosse comuni inquinanti (che voi umani chiamate discariche) o in forni crematori cancerogeni (da voi detti inceneritori). Ultimamente però, al Comune di Napoli gli umani hanno un nuovo Capo, un esagitato con la bandana arancione che ha visto la luce e ha detto: differenziamo e ricicliamo, e nelle more si dia ricovero alle tonnellate di poveri sacchetti agonizzanti nelle strade. Diciamo cinque giorni.

L’avrà pure sparata grossa ma per noi sacchetti, strappati, bruciati e schifati da tutti, s’era accesa una speranzella… quella della vita eterna! Ma potevano i suoi nemici starsene con le mani in mano? Perchè se il Capo del Comune ha il potere di farci salire sui camion, è il Capo della Provincia che decide dove farci scendere. E quest’ultimo, tal Luigi Cesaro (che gli umani chiamano Giggino ‘a purpetta già indagato per favoreggiamento di camorristi, poi assolto per insufficienza di prove), essendo vassallo del Capo dei Capi Berlusconi, ciurla nel manico alla grande.

Con gran soddisfazione del Capo del Nord Bossi che, pensa lui, più sprofonda Terronia, più si tira su Padania. Ma poi non troppo: secondo i giudici sparivano a Milano le tasse pagate per la monnezza dai napoletani: secondo l’inchiesta Operazione Trapezita infatti, la società milanese Aip avrebbe, dal 2005 al 2009, fregato ai terroni almeno 33 milioni. Tributi riscossi per conto del Comune di Napoli e mai riversati, dirottati piuttosto su conti correnti privati, investiti in immobili nel Nord Italia ed in opere d’arte.

Poi dite che a puzzare siamo noi sacchetti.

di Enrico Caria

da Il Misfatto, domenica 26 giugno 2011