Esiste un patto tra Bossi e Mr. B. firmato dal notaio nel lontano 2000, che prevede accordi economici e politici tra i due leader. Fatto veritiero o leggenda metropolitana? “Sono cose da matti, invenzioni fantasioserispondeva Bossi sul tema.

E’ da parecchio tempo che in rete circola la voce di questo fantomatico patto B/B, ma solo ultimamente le testimonianze a riguardo si sono fatte più consistenti e la mancanza di smentite o querele ha creato maggiore interesse. Ho cercato di mettere insieme tutti questi documenti per cercare di capire quanto di vero ci fosse in questo presunto pettegolezzo.

Per quanto riguarda l’editoria, i principali libri che affrontano l’argomento sono due: Umberto magno di Leonardo Facco e Dossier Bossi-Lega Nord di Michele De Lucia. Entrambi gli autori riportano vari documenti tra cui il fido di due miliardi (di vecchie lire) di Forza Italia alla Lega, risalente al 2000.

Sulla fideiussione scrisse già allora Mario Calabresi su La Repubblica: “Nel documento, che Repubblica ha pubblicato sulla sua edizione di oggi, scritto su carta intestata di Forza Italia e datato 28 giugno 2000, l’amministratore nazionale degli azzurri, Giovanni Dell’Elce, scrive alla Banca di Roma per garantire un fido alla Lega. ‘Vi diamo incarico – si legge – di aprire in favore del Movimento politico Lega Nord, che assistiamo finanziariamente, un credito complessivo di due miliardi di lire, valido sino a nostra revoca, utilizzabile per gli scopi istituzionali e le esigenze generali del movimento. Vi diamo atto – prosegue la lettera – che, dati i rapporti attualmente intercorrenti tra noi e il suddetto Movimento, il presente mandato di credito è utile per il conseguimento dei nostri fini istituzionali’. Seguono una serie di clausole dalle quali emerge una tutela totale da parte di Forza Italia verso i crediti che l’istituto romano potrà vantare nei confronti della Lega. Il partito di Berlusconi si fa garante di ogni eventuale manchevolezza,’in ogni momento'”.

Un altro documento interessante è la testimonianza di Rosanna Sapori, già consigliere comunale della Lega, amica personale di Bossi e giornalista di Radio Padania Libera. L’ex-leghista, sia nell’intervista a il Riformista sia in quella a Piero Ricca pubblicata su YouTube, dichiara la sua convinzione sul fatto che Berlusconi abbia comprato la titolarità del simbolo della Lega Nord.

Da il Riformista: “Un’indiscrezione che gira da tempo a Palazzo: nel 2005 il premier avrebbe finanziato il Carroccio, a un passo dalla bancarotta. In cambio, avrebbe chiesto e ottenuto la titolarità del logo del partito. Lo «spadone» di Alberto da Giussano. A confermare la vicenda è Rosanna Sapori, già consigliere comunale della Lega, membro del direttivo provinciale di Bergamo e, soprattutto, (ormai ex) celebre giornalista di Radio Padania Libera. «Nessuna invenzione – spiega la diretta interessata – l’ho detto più volte, anche in tv. E finora nessuno si è mai permesso di smentirmi»”.

Il video sotto inizia con una testimonianza di Gigi Moncalvo, ex direttore de La Padania, che conferma il famoso patto B/B: “In quel periodo, e lo rivelo oggi per la prima volta, c’era soltanto un disegno ed è un disegno che conferma il famoso patto Berlusconi-Bossi, avvenuto prima delle elezioni del 2001, grazie ai buoni uffici e alle lunghe trattative condotte da un tizio ormai dimenticato, che è stato ministro per un giorno soltanto: Aldo Brancher”.

Last but not least: l’intervista di Elisabetta Reguitti a Gilberto Oneto, architetto e intellettuale “padano”, studioso dell’autonomismo della regione padano-alpina. Ricorda la Reguitti sul Fatto: “All’Infedele di Lerner lei ha confermato che tra Lega Nord e Berlusconi esiste un patto firmato da un notaio in virtù del quale i dirigenti del Carroccio non potranno mai ribellarsi al Cavaliere”. E Oneto:Un fatto risaputo da tutti nel partito e scritto anche in diversi libri… Quel patto esiste. Un accordo tra due persone… che quindi non ha la valenza legale ma poco importa. Quel pezzo di carta per Bossi è un patto d’onore che verrà rispettato fino alla morte”. “Quanto è costato l’accordo?” chiede la Reguitti.A Berlusconi – risponde Oneto – sembrerebbe i soldi per saldare i debiti della Lega e per cancellare centinaia di querele che pendevano sul quotidiano di via Bellerio (che al tempo titolava: ‘Berlusconi, sei un mafioso? Rispondi’, mettendo in prima pagina le foto di Riina, Brusca, Bagarella, Berlusconi e Dell’Utri, ndr). A Bossi costa accettare e farsi andare bene le scelte più immonde“.

Grazie al blogger Alain De Carolis (rilanciato dal sito Byoblu) è possibile rileggere quelle pagine de La Padania: correva l’anno 1998 quando i sospetti sulle fortune imprenditoriali di Mr. B. non partivano da L’Unità o L’Espresso, ma dal quotidiano della Lega Nord. Da questo file, invece, è possibile leggere un assortito elenco degli articoli pubblicati su La Padania contro Berlusconi.

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