Quando tra le indagini della magistratura spuntano i nomi di esponenti politici, “assistiamo al solito metodo”. Costruito sulla delegittimazione. E’ questa l’idea, amara ma non rassegnata, di Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati. La lista è lunga, ma questa volta il riferimento del vertice dell’Anm è al fascicolo della procura di Napoli sulla presunta Loggia P4. Fondata su due nomi, quelli del deputato Pdl e magistrato Alfonso Papa e dell’imprenditore Luigi Bisignani, che nelle sue testimonianze tira in mezzo diversi ministri ed esponenti della maggioranza. Un’inchiesta che “si basa sul nulla” è il pensiero del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, riportata dalla deputata Pdl Michaela Biancofiore. “Ancora una volta – risponde Palamara alle parole del premier – si tenta di delegittimare i magistrati in indagini che possono in qualche modo investire la politica”.

“Lasciamo lavorare i magistrati”, è l’invito del presidente dell’An. “La rilevanza penale dei fatti – conclude – sarà valutata nelle sedi competenti”. Una circostanza che non preoccuperebbe il premier, stando alle parola riportate dalla Biancofiore al termine di un incontro tra i due a Palazzo Grazioli. “E’ totalmente sereno perché non c’è nulla”, riferisce la deputata. Una serenità non intaccata nemmeno dal coinvolgimento del nome, fatto da Bisignani, di Gianni Letta, sottosegretario e braccio destro del Cavaliere. “Un galantuomo – lo difende il premier nel giudizio riportato dalla Biancofiore -, un servitore dello Stato”.