Il 29 maggio arrivare al ballottaggio a Cagliari, Trieste, Milano e Napoli abbiamo fatto il primo.

Dopo quindici giorni pochi si sarebbero aspettati la vittoria dei candidati progressisti. Ma c’è stato il secondo miracolo.

Siamo a un passo dal terzo miracolo, ma bisogna continuare anche in queste ultime ore, con questa campagna referendaria che è stata piena di fantasia, spunti ironici, creativitá, mobilitazione capillare.

Una campagna che ha consentito la sostituzione della Tv con la grande risposta di twitter, di facebook, dei social network.

Questo perchè – come spiega bene de Kerckhove – “la Rete è sempre stata molto più democratica, ed è per questo che fa paura ai governi.”

Se il Tg1 e il Tg2 – guarda caso – sbagliano la data dei referendum, grazie alla rete riusciamo ad amplificare questo goffo tentativo di cattiva informazione e a diffondere le notizie giuste. Il concertone “Io voto” di ieri è stato seguito online (e per la prima volta in Italia su Facebook ) da piú di 100.000 persone dimostrando che con pochi investimenti (lo streaming in qualitá televisiva su web ormai ha prezzi accessibili) si riesce a raggiungere il grande pubblico, come la tv.

La Rete è democratica ed è sempre sopravvissuta agli attacchi censori, nonostante i vari tentativi di ostacolarla da parte del governo e dei grandi centri di potere.

Questo è il nostro momento. Giochiamocelo fino in fondo informando e convincendo con il nostro passaparola reale e virtuale. Insomma, contiuniamo a mobilitarci.

A questo punto manca poco, veramente poco, perchè si possa segnare sul calendario la data del 13 giugno, come onomastico di santa Democrazia.

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