Sale l’allarme per il batterio dell’Escherichia coli. E’ salito a 18 il numero delle vittime: 17 in Germania e una donna in Svezia. L’ultimo caso è quello di una donna anziana morta ad Amburgo. La città tedesca al momento continua ad essere l’epicentro dell’epidemia, la cui origine resta sconosciuta, dopo che si è scoperto che i cetrioli spagnoli non ne sono la causa. Circa 2mila persone risultano attualmente contagiate, soprattutto nella Germania del nord. Casi sono stati segnalati anche in altre nazioni europee e negli Usa.

Intanto si continua a indagare sull’origine dell’infezione. L’ultima notizia arriva dai laboratori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, dalle ultime analisi, ha scoperto che il ceppo del batterio è nuovo. E si continua ancora a brancolare nel buio sul veicolo del contagio, con i famigerati cetrioli spagnoli che potrebbero non avere alcuna responsabilità.

La variante di E. coli trovata nei pazienti tedeschi contagiati, riferisce il comunicato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, “non è stata mai vista prima in un focolaio di infezione”. Esperti cinesi che hanno analizzato i geni del ceppo di Escherichia coli tedesco affermano che il gruppo “é nuovo e altamente tossico” e che oltretutto ha geni che lo rendono “resistente ad alcune classi di antibiotici”. Il ceppo, ha spiegato il responsabile dell’Istituto di genetica di Pechino che ha studiato la sequenza del Dna del batterio in collaborazione con i ricercatori dell’University Medical Center Hamburg-Eppendorf di Amburgo, è simile a quello EAEC 55989, isolato in passato nell’Africa centrale, responsabile di gravi forme di diarrea. “Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente virulento – ha spiegato a Ciboscienza Pier Sandro Cocconcelli, docente di microbiologia all’Università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza -. La prima è che questo batterio è un classico produttore della tossina shiga che ha un forte effetto citotossico. La seconda caratteristica è che grazie all’acquisizione di un plasmonide, una sorta di piccolo cromosoma che ha la capacità di muoversi da un gene all’altro, forma aggregati di geni che hanno una capacità infettiva molto alta”.

La “guerra al batterio”, intanto, si è trasformata anche in una battaglia diplomatica in Europa. Gli attacchi arrivano soprattutto dalla Spagna, che finora ha subito le peggiori perdite per la pessima pubblicità fatta ai propri cetrioli.  Il capo del governo spagnolo Luis Zapatero ha annunciato che il suo paese chiederà i danni per il pregiudizio subito dall’agricoltura spagnola.  “Le analisi condotte finora sul batterio killer dell’E. coli – ha affermato Zapatero – hanno assolto i prodotti spagnoli dal sospetto di essere all’origine di questa epidemia”.  In un’intervista alla radio pubblica Rne, Zapatero ha parlato di un “errore clamoroso” da parte delle autorità tedesche, che la settimana scorsa hanno accusato in maniera infondata i cetrioli spagnoli di essere all’origine della contaminazione, e ha detto che il governo spagnolo chiederà “spiegazioni” in merito. Il premier di Madrid, la cui gestione della crisi è stata a sua volta criticata dal leader dell’opposizione Mariano Rajoy, ha detto anche che la Commissione europea è stata “lenta”, e che Bruxelles avrebbe dovuto reagire con “più determinazione e rapidità” quando le autorità di Amburgo alla fine hanno escluso che l’infezione fosse veicolata dai cetrioli andalusi. Secondo Zapatero non sono state difese con sufficiente chiarezza le “regole del gioco” europee. L’obiettivo del governo di Madrid, ha aggiunto, è ora di “esigere la riparazione del danno causato”, che è “grave”.

Anche Lisbona, come Madrid, intende chiedere un indennizzo a Bruxelles per i danni subiti dai propri agricoltori per la psicosi provocata negli ultimi giorni in Europa sull’origine del batterio killer. Il ministro dell’agricoltura portoghese Antonio Serrano ha detto che Lisbona ha “chiesto un risarcimento per i produttori”. Secondo le organizzazioni agricole portoghesi il crollo delle vendite di verdure in Europa ha già causato un danno per circa due milioni di euro. “La Spagna è il paese più colpito – ha detto Serrano – ma anche il Portogallo è stato molto danneggiato”.

di Emanuele Perugini – Pianeta scienza