Umberto Ranieri, erede politico di Giorgio Napolitano e sostenitore di Luigi De Magistris alle comunali di Napoli

A Napoli c’è una sinistra riformista che da decenni prova a dialogare contemporaneamente con gli intellettuali e con la classe operaia senza partecipare al sistema di potere bassoliniano, anzi l’ha criticato in tempi non sospetti, quando Bassolino era invincibile e osannato. A Napoli c’è una sinistra riformista che ha cercato di raccogliere l’eredità delle giunte Pci di Maurizio Valenzi e di Andrea Geremicca, amministrazioni che sul tema della legalità ordinavano la demolizione degli abusi a Pianura e tentavano di arginare gli scempi in atto.

Questa sinistra riformista, ieri rappresentata da Giorgio Napolitano e oggi dal suo erede politico Umberto Ranieri, ieri mattina si è ritrovata in un cinema del quartiere borghese di Chiaia per abbracciare il suo candidato a sindaco di Napoli per il ballottaggio: Luigi De Magistris. Il risultato è stato un bagno di folla che ha sorpreso persino gli organizzatori dell’evento: nessuna sala del multiplex Martos Metropolitan è risultata adeguata a contenere le 2000 persone accorse di domenica mattina.

In maniche di camicia e senza microfono (a lungo guasto) Ranieri, componente della direzione nazionale del Pd e candidato sindaco sconfitto dal bassoliniano Andrea Cozzolino nelle primarie annullate per la vicenda dei brogli, ha passato il testimone a De Magistris. Parlando a nome della sua corrente ma anche di un Pd maciullato dalla tribolata esperienza della giunta Iervolino, dalle primarie-truffa e dal modesto risultato elettorale del suo candidato, il prefetto Marco Morcone, Ranieri ha assicurato che il partito di Bersani e le forze riformiste sosterranno l’ex pm “senza chiedere posti di governo o di potere, ma solo la garanzia della serietà e dell’impegno”, per dire insieme “basta con la politica come luogo col quale conquistare privilegi da trasmettere a qualcuno”. Secondo Ranieri “De Magistris è portatore di una strategia e di idee che consentiranno alla città di uscire da questa maledetta emergenza rifiuti, di fronte alla quale la destra ha dimostrato una leggerezza imperdonabile. Inoltre – ha proseguito – De Magistris ha interpretato la profonda voglia di cambiamento e di rottura col passato” degli elettori napoletani, che la candidatura di Morcone non è riuscita a intercettare. Grazie all’ex pm “la destra non riuscirà a vincere e Napoli tornerà a pronunciare le parole solidarietà, merito e competenza: le parole del riscatto di questa città”.

Col microfono ripristinato ha poi parlato De Magistris. “Dobbiamo stare per le strade, i luoghi chiusi ormai non ci contengono più”. Difficile non scorgere la faccia di Bassolino e dei suoi fedelissimi mentre l’europarlamentare di Idv annunciava quasi urlando “che con me a Palazzo San Giacomo diremo finalmente no alle consulenze, alle lottizzazioni dei Cda delle partecipate, per risanare un bilancio che si presenta brutto ma sul quale dovremo intervenire. Dovremo ridistribuire meglio le risorse pubbliche, Napoli diventerà più uguale se includerà tutti, borghesi e operai, imprenditori e disoccupati, è questa la grande ricchezza della nostra città”. In prima fila ad annuire Gerardo Marotta, il presidente dell’Istituto Nazionale degli Studi Filosofici, sostenitore della prima ora della candidatura di De Magistris. “Mi esortò a non dimenticarmi mai della cultura e della classe operaia. In una città dove purtroppo non si parla più di cultura industriale, dove la camorra la puoi sconfiggere offrendo cultura e lavoro, non quello promesso da chi vuole venire a Napoli a riciclare denaro sporco oppure a prendere soldi pubblici per poi scappare”.

Poche ore dopo, ospite della ‘In ½ ora’, De Magistris ha spiegato con quali criteri comporrà la giunta: “La sceglierò io. Il voto di Massimo D’Alema – ha detto – non lo posso prendere perché non vota a Napoli. I grandi leader non possono che capire che una stagione politica si è chiusa, quella del bassolinismo, si apre una stagione politica nuova”. E quando gli è stato chiesto se ha intenzione di ringraziare il Pd per il sostegno dichiarato, de Magistris ha risposto: “Ringrazio gli elettori napoletani che mi stanno sostenendo. Se poi accanto agli elettori ci sono leader nazionali che mi appoggiano senza chiedere nulla, lo apprezzo perché vuol dire che hanno capito quello che sta succedendo”. In ogni caso, “la giunta la farà Luigi de Magistris e nessun segretario cittadino. Ci saranno personaggi riformisti, liberali, della sinistra e anche di un mondo molto moderato che non si riconosce nella destra di Gianni Lettieri“.