Inizia domani a Parigi il primo e-G8 della storia del Web, voluto dal presidente Sarkozy in preparazione del G8 di Deauville in programma il 26 ed il 27 maggio e nel corso del quale, egualmente per la prima volta, i grandi del mondo discuteranno anche della governance della Rete. Almeno ufficialmente l’e-G8 di Parigi dovrebbe servire – così recita il comunicato stampa di presentazione – a “nutrire i capi di Stato e di Governo” delle idee e considerazioni che emergeranno proprio dalle discussioni della due giorni parigina, consentendo così loro di tener conto delle posizioni ed esigenze di tutti gli stakeholders.

Il gotha dell’Internet mondiale parteciperà all’incontro di Parigi: Mark Zuckenberg, Fondatore e Ceo di Facebook, Eric Schmidt, presidente di Google, Jeffrey Bezos, Ceo di Amazon, Rupert Murdoch, presidente di News Corporation, Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, Lawrence Lessig, e molti altri tra i quali l’italiano Franco Bernabé, presidente di Telecom Italia. Ciascuno racconterà la propria visione sul futuro della Rete come strumento di sviluppo economico, di crescita culturale e, almeno stando al programma, come mezzo capace di dar vita ad una nuova società, più democratica, aperta e trasparente di quella nella quale siamo nati e cresciuti.

Nonostante tante promesse e altrettante speranze è inutile negare che la vigilia del primo e-G8 forum della storia è caratterizzata in Rete – e fuori dalla Rete – da non poche preoccupazioni e da qualche polemica. Le preoccupazioni, in vero comprensibili, sono legate alle ragioni che hanno spinto Nicolas Sarkozy, padre putativo della famigerata legge Hadopi – la tagliola normativa francese che per tre film di troppo scaricati via internet da un ragazzino, minaccia di privare un’intera famiglia dell’accesso a Internet per un anno intero – a farsi promotore di un’iniziativa, almeno sulla carta, multistakeholders e aperta.

Semplici motivazioni di propaganda politica? Se così fosse si tratterebbe di una debolezza perdonabile: la finalità egoistica dell’emulo francese del nostro premier avrebbe, comunque, offerto al mondo della Rete un’occasione per ritrovarsi a parlare di Internet, futuro, regole, economia e società. La vera paura è invece un’altra ed è legata al rischio che l’e-G8 forum si trasformi in una kermesse mediatica senza precedenti a partire dalla quale far risuonare nel mondo intero e far giungere a tutti i capi di Stato e di Governo il “pensiero unico” di quanti – titolari dei diritti d’autore, editori della carta, industria audiovisiva, politici vecchia maniera – vedono, ormai da anni, nella Rete solo una minaccia per i propri interessi economici e politici, i propri vecchi ed anacronistici modelli di business o, ancora, la stabilità di certe posizione di forza e potere che, come insegnano le piazze fisiche e virtuali dell’Africa settentrionale, Internet consente di rimettere in discussione. Se questi timori dovessero prendere corpo nel corso del forum parigino, sarebbe un vero peccato e la politica francese si macchierebbe, in modo indelebile – perché la Rete consegnerebbe l’episodio al ricordo eterno – di un grave attentato contro la più grande opportunità di crescita economica e democratica che la comunità globale abbia mai conosciuto: l’accesso ad una Rete libera e neutrale.

Le polemiche che hanno accompagnato il lancio dell’iniziativa e che proiettano un cono d’ombra sul forum di Parigi, concernono, invece il meccanismo non sempre trasparente attraverso il quale sono stati selezionati i partecipanti al vertice, l’assenza di “delegazioni ufficiali” e, soprattuto, la mancanza di qualsivoglia attività preparativa, nei singoli Paesi, allo scopo di mettere a fuoco posizioni e orientamenti nazionali da condividere nel corso della due giorni sui molti temi che verranno affrontati.

Ormai, in ogni caso, ci siamo e non resta che stare a guardare cosa accadrà e, soprattutto, raccontarlo in Rete e fuori dalla Rete perchè il forum e le discussioni che vi si svolgeranno non siano appannaggio esclusivo dei seicento partecipanti ma appartengano, come è giusto che sia, alla Rete e alle centinaia di milioni di cittadini che, ogni giorno, la usano per informarsi, informare, lavorare, creare e socializzare. Avendo il privilegio di essere tra gli italiani che parteciperanno al Forum, proverò a raccontare, su queste colonne e via Twitter (hashtag #eG8) quanto accadrà sotto la grande tenda allestita per l’occasione all’ombra della torre Eiffel.

Restiamo in contatto ed auguriamoci che il vento di speranza che questo pomeriggio soffia forte attorno all’e-G8, travolga pacificamente e spazzi via ogni dubbio e perplessità sul rischio che qualcuno abbia anche solo ipotizzato di strumentalizza l’occasione per pianta una bandiera – non importa quale – sulla Rete delle Reti.