Un giorno, forse, gli storici ci diranno quanto la t-shirt sfoggiata di Formigoni al seggio elettorale abbia pesato nella sconfitta del Pdl a Milano. Scherziamo, naturalmente: per far perdere il centrodestra, ormai, basta e avanza Berlusconi.

Vorrei chiedere però: chi di voi non è rimasto allibito nel vedere il sessantaquattrenne presidente della regione Lombardia – capofila di Comunione e liberazione e nelle sue dichiarazioni sempre ligio ai precetti di Santa Romana Chiesa, da sempre megafono conservatore – far mostra del suo nuovo look?

Ormai questo new look non è più un caso: tre indizi, si sa, fanno una prova.
É partito ad Annozero nella puntata del cinque maggio, con una camicia mai vista finora – vedere anche qua – in un dibattito politico televisivo. Una camicia “freak” l’ha definita il Corriere della Sera.

Ha raggiunto la sua apoteosi domenica al seggio, appunto. Maglietta di Paperino (davvero old fashion, tra l’altro); giubbotto di pelle in stile chiodo, jeans e Superga.

Ieri, ancora, per non farsi mancare niente, una più “Young adult” cravatta di Re Sole. Il senso? Qualche sottotesto massone? Un messaggio in codice ai suoi seguaci? Niente di tutto ciò: “Raffigura il Re Sole ed è allusiva al mondo delle energie rinnovabili” ha dichiarato lui.

Ora, aspettando di vedere cosa sfoggerà nei prossimi giorni (Una salopette borchiata? Una maglietta di Lega Nerd? Un cappellino in stile 50cent?), un dubbio ci assale. Ma non è che il buon Formigoni, intaccato dallo scandalo delle firme false – inserite per aggiungere all’ultimo momento il nome “Minetti” nel listino del Pdl alle ultime regionali –,  ormai alla sua quarta presidenza, stra-visto e stra-vecchio nella sua Regione, stia cercando di risciacquare la sua immagine, rinvigorirla magari con l’aiuto di un apposito “lookologo”?

Se così fosse, visti i risultati milanesi, sembra che lo sforzo non stia dando i frutti sperati. Molto meglio, piuttosto, l’unico, vero, inimitabile supergiovane, Mangoni: a Milano, il performer degli Elii – qua la sua geniale campagna elettorale – ha battuto l’estremista Pdl Lassini (quello dei manifesti “Fuori le Br dalle procure”): 1068 preferenze a 872. E’ vero però, non può essere colpa di Formigoni, il super-giovane aveva le sue armi speciali: la “petomarmitta che fa cagare addosso i matusa e il governo. Go-go-go governo” e “lo spinello con il quale affumica il governo che passa all’uso di eroina e muore pieno di overdose”. Praticamente imbattibile!