Io ricordo quando da bambino riportavo la bottiglia di vetro vuota alla lattaia. Ricordo che le uova la stessa lattaia me le metteva nel sacchetto del pane. Ricordo che andavo a buttare la spazzatura. C’era un solo bidoncino che serviva più di quaranta condomini. Bei ricordi.”

Non gettare via nulla di ciò che ancora può avere un qualche utilizzo è una delle più grosse soddisfazioni della vita. Di questa vita, vissuta in una società che invece getta e spreca. Parlo ovviamente dei rifiuti, un campo nel quale ciascuno di noi può fare la sua parte e se ciascuno facesse la sua parte i rifiuti quasi non esisterebbero. E scusatemi se spesso sottolineerò l’importanza dei comportamenti individuali.

Se è chiaro che la coerenza comincia laddove il rifiuto si può formare (non comprare beni con involucri, usare sacchetti di tela per fare la spesa, etc. etc.), è chiaro che a fine giornata qualche rifiuto ce lo ritroveremo pur sempre sul groppone. E allora: plastica nella plastica, vetro nel vetro, alluminio nell’alluminio, carta nella carta. Ci sentiremo come tanti buoni scolaretti, ma saremo assenti al processo di trasformazione di questi rifiuti e, comunque, non sarà una trasformazione indolore. Anche riciclare ha un costo in termini ambientali, seppure infinitamente minore rispetto al produrre dalle materie prime.

Ma c’è un processo cui possiamo assistere e che non costa ed anzi è educativo. E’ quello dell’organico. Sì, certo, in alcune città si fa la raccolta anche di questo. Ma volete mettere la soddisfazione di compostare voi, di vedere voi il processo di trasformazione, la vita che si decompone e si ricompone?

Quando sono arrivato qui in campagna la prima cosa che ho fatto è stato creare due fosse sotto il balcone di casa in cui gettare l’organico, sì, direttamente dal balcone. All’organico aggiungo un po’ di segatura, e di cenere d’inverno, mischio con una pala, e, dopo qualche mese sposto nella fossa a fianco e lascio riposare, mentre riempio di nuovo la prima che è adesso vuota. All’inizio usavo un acceleratore di compost, poi mi sono reso conto che la natura fa già abbastanza velocemente da sola. Viene fuori di tutto: dagli alberi che nascono dai semi (nespoli soprattutto), alle piante spontanee, ai grossi lombrichi. Dopo un po’, il miscuglio è pronto per essere messo a dimora nell’orto, al posto del letame che altrimenti dovrei acquistare.

Spesso mi fermo a pensare al ciclo della morte e della vita. Nulla si distrugge, tutto si trasforma.