“I leader della sinistra sempre incazzati (ahahahahahah, ma poco convinto). Scusate, ma ogni tanto parlo anche in inglese e faccio sfoggio della mia conoscenza delle lingue. Io ho capito perché sono sempre incazzati (pausa). Perché dovendo venire in Parlamento, si devono fare la barba (concezione appena reazionaria dell’estetica: si “devono” fare la barba. E magari mettersi anche il grembiule), Allora sono costretti aaaandare in bagno (manca la “d”eufonica, ritenuta bolscevica). Non è che si lavino molto (ahahahahahahhah, più convinto: qui notate nel video il tripudio di alcune donne, probabilmente le geishe di Tito e Stalin)…comunque per la barba devono andare in bagno. In bagno cosa fanno? Accendono la luce, si vedono nello specchio (pausa again), si sono già ROVINATI (urla) la giornata!”.

Silvio Berlusconi, imperituro, continua a signoreggiare e soverchiare. L’affermazione è tratta dal comizio del 10 maggio a Crotone, per la campagna elettorale di Dorina Bianchi (chi?).

Di per sé, le frasi dicono poco e aggiungono meno. Chi si scandalizza vive su Marte, chi si ferma è perduto e chi vive in baracca (chi muore al lavoro, chi suda il salario na-na-nana eccetera).

Tale intervento suggerisce però dieci considerazioni, che fungono da glossa alle dieci precedenti qui rinvenibili.

1) Berlusconi è (il) Matrix. Il premier vive in un mondo parallelo. Così diverso dal nostro da contemplare leader della sinistra incazzati. Da noi non esistono né sinistra né leader. Esistono al massimo figuri immarcescibili che stanno alla rabbia, come Mario Giordano a Farinelli.
2) Berlusconi è bruttino. Il premier suole raccontare storie in cui gli altri sono cessi e lui è Humphrey Bogart. Ma anche no (cit). Berlusconi è basso, anziano, pelato e se facesse un altro lavoro, qualsiasi altro lavoro (lavoro?), le donne le vedrebbe forse solo su Youporn. E male, perché non saprebbe aprire il browser.
3) Berlusconi è un disco rotto. La storiella del leader di sinistra così brutto da deprimersi da solo, guardandosi allo specchio, il premier l’aveva già usata con Renato Soru. E’ vero che anche Woody Allen fa lo stesso film da 40 anni, ma il dislivello artistico tra i due resta tutto sommato rilevante.
4) Berlusconi non fa ridere quando vuole. Ogni volta che il premier racconta una barzelletta, siano esse incentrate su mele-fica o birre vulvari, la gente non ride oppure lo fa a comando. Poi però lo vota. E’ la stessa gente che reputa volgari i Luttazzi e i Grillo.
5) Berlusconi fa ridere quando non vuole. L’altro giorno, per discolparsi sul caso Mills, il premier ha distribuito in Tribunale ai giornalisti uno stralcio del libro di Bruno Vespa. Il sunto era: controllate pure, l’ho rivelato persino a Vespa che non c’entro nulla. Quindi sono innocente. Geniale. Come se Borghezio citasse Mengele per dimostrare che lui mica è xenofobo.
6) Berlusconi non puzza. Gli altri, se di sinistra, sì. E sono anche coglioni. Il concetto di comicità del premier ricorda quello del compagno di Liceo ubriaco che mollava un rutto a tavola e poi si stupiva che la capomantice della scuola, dopo cotanto sfoggio di beltade, non gliela desse su un piatto d’argento (avvertenza: “capomantice” means “bella ragazza, sgniacchera, svargia, figone, entità femminea paragonabile in qualche modo a Rosario Dawson”). L’escalation ilare del premier è vieppiù rutilante. Se continua così, al prossimo comizio Berlusconi scoreggerà in rovesciata sulla folla. Tra gli astanti sarà tripudio. E la Santanchè andrà in tivù dalla Gruber a garantire che gli sfinteri arcoriani hanno esalato Chanel Numero 5. Il suo profumo preferito. Così sexy che, quando lo sniffa, a Sallusti si drizzano i capelli.
7) Berlusconi è l’autunno del patriarca. Ma chi ha letto Garcia Marquez sa quanto livide siano le dittature al crepuscolo. Checché ne dicano Luciano Violante e i cuochi di Salò.
8) Berlusconi è alla frutta. Ma la macedonia, in Italia, ripulisce ancora la bocca.
9) Berlusconi è un oncologo mancato. Straparla di cancri, la sua equipe di metastasi. E nel frattempo il paziente muore. Sotto anestesia, ora somministrata e ora – più che altro – autoindotta.
10) Berlusconi è italiano. E questo spiega tante cose.

Buona catastrofe.