Vari lettori m’hanno segnalato Il Salvadanaio di Radio24, emittente del Sole 24 Ore, come la peggiore trasmissione sulla previdenza. Fattami forza e ascoltatene alcune puntate, tutte curate da Debora Rosciani, condivido la loro indignazione. Esaminiamo per esempio quella del 7-4-2011 intitolata “Polizze vita”: ne esce un’immagine da favola della previdenza integrativa con un profluvio di espressioni e toni più consoni a uno spot pubblicitario. Gli aspetti negativi più gravi sono invece taciuti o addirittura negati. Viene criticato qualche prodotto emesso in passato, non quelli in vendita.

A sentire la giornalista, è una meraviglia: “un settore che ha mutato le sue caratteristiche passate per accontentare un numero crescente di risparmiatori”, “desiderio di protezione e di maggiore garanzia per il futuro”, “rendimenti non certo da buttare”, assicuratori che “sono molto seri” ecc. Si compiace per l’incremento delle vendite e non definisce venditore chi piazza le polizze, bensì “il vostro consulente”.

Una scheda definisce le polizze “uno strumento sicuro per garantirsi una pensione integrativa”. Affermazione falsa, vista l’assenza di garanzie contro l’inflazione, di cui non informano gli ascolatori né lei, né i due invitati: Maurizio Pellicano, direttore generale di Bnl Vita e Federica Pezzatti, redattrice del Sole 24 Ore. D’altronde era sua una pagina sul giornale della Confindustria (11-2-2001, p. 15) che elencava varie polizze quali soluzioni “sicure per garantirsi una rendita vitalizia dal 65° anno in poi, pari a due milioni al mese in lire attuali”, quando in realtà nessuna ne garantiva il potere d’acquisto.

L’uomo della Bnl afferma che nel passato “i prodotti hanno cercato veramente di poter garantire quanto meno la certezza del capitale investito” e la conduttrice si guarda bene dal ricordare le polizze appoggiate su obbligazioni di banche islandesi o di Lehman Brothers e neppure, en passant, l’assenza di un fondo di garanzia che c’è invece per i depositi bancari.

Pellicano decanta le polizze a vita intera e Rosciani si astiene da ogni critica a tale formula bislacca, quasi completamente priva di contenuto assicurativo, salvo nel nome rassicurante.

Esulta Pezzatti perché “tutti stanno facendo uno sforzo per rendere più comprensibili i prodotti” e “sulla trasparenza abbiamo fatto passi da giganti”. In realtà un passettino: sono noti alcuni costi, ma restano accuratamente segrete le operazioni di gestione delle polizze rivalutabili. Questi sono gli interventi di quella che secondo la sua collega Rosciani svolgerebbe il ruolo addirittura di “grillo parlante”.

È semmai vero che Pezzatti, oltre a fare la giornalista, fa anche la profetessa: “Le unit linked saranno il prodotto del futuro”. È peraltro la medesima che riguardo agli hedge fund, travolti poi dalla crisi finanziaria, scriveva: “la fiducia sembra ben riposta” e “il settore appare irrinunciabile” (Sole 24 Ore, 10-12-2007, inserto, p. 5).

Un ascoltatore lamenta oltre vent’anni di rendimenti pari a zero? Pronta Rosciani cerca di giustificarli col fatto che “magari 25 anni fa era ragionevole che ci si accontentasse di proteggere quanto si versava” senza badare al rendimento. Un’enorme castroneria, tanto che lo stesso dirigente della Bnl solleva riserve: nel 1986 i Bot veleggiavano sopra il 13%.

Tutta la trasmissione si dipana in un clima di perfetta sintonia fra le due giornaliste confindustriali e l’assicuratore. Se Rosciani accusa “i clienti che non spiegano bene quello che vogliono”, lui rincara la dose citando “i clienti molto avidi”. Ma c’è accordo in particolare su un punto: “nei primi anni spesso ci si trova su prodotti assicurativi che possono essere riscattati” anche se con una penalità (Pezzatti) e “i prodotti di oggi prevedono l’uscita in qualunque momento, anche sei mesi dopo la sottoscrizione” (Pellicano). Ebbene, tutto falso: si è incastrati per dodici mesi con polizze diffusissime quali:

Un poveraccio che sottoscrive una di quelle polizze, è sicuro che per un anno non disporrà più dei suoi soldi. Ecco una garanzia offerta dalle polizze vita: la sicurezza di rimanere intrappolati.

Perché Federica Pezzatti e Maurizio Pellicano dicono il contrario e Debora Rosciani non li smentisce? Sono così ignoranti da non conoscere la materia su cui pretendono di pontificare? Se qualche lettore ha un’altra risposta, è pregato di riportarla nei commenti.