Bin Laden è morto. Anzi, è stato ucciso con un intervento stabilito a tavolino da tempo. «Justice has been done – Giustia è fatta!» conclude Obama, ma forse intendeva «Revenge – vendetta». C’è solo da domandarsi perché proprio adesso, se da almeno quattro anni lo pedinavano e sapevano dove era? Perché non è stato catturato vivo e deferito alla Corte di giustizia dell’Onu? Perché il corpo si dice sia stato gettato in mare così in fretta? Perché si aveva paura che potesse rivelare segreti inconfessabili, come quando era al soldo degli Usa contro i Russi sempre in Afganistan? Bin Laden vivo e prigioniero era più pericoloso che da morto.

Negli Usa, in Francia, come in Italia, come in Lombardia la visione della politica estera, le strategie degli uomini «di Stato», sono regolate solo ed esclusivamente dalle elezioni immediate, fossero anche le elezioni dell’amministratore di condominio. Per racimolare quattro voti e risalire nei sondaggi oggi si fanno guerre, si ammazza, si annunciano riforme o meglio controriforme.

Obama è alle stelle. Berlusconi va a ruota di pavone, tutti esultano festeggiano e tremano per le conseguenze dei colpi di coda: forse si aspettavano che i seguaci di Bin Laden portassero i cannoli alla Cuffaro? I vescovi e il Vaticano hanno detto che non si può gioire della morte di qualcuno. Non si sono sprecati tanto! Il lavoro che fanno meglio e nel quale sono esperti insuperabili come il tonno in scatola è infatti: tacere, tacere, tacere.

Il governo, o meglio il padrone del governo ha dichiarato che mai il Parlamento dovrebbe legiferare contro i principi cristiani e per racimolare l’appoggio cardinalizio e papalino, si affretta in vista delle comunali di Milano di promettere una legge sul testamento biologico in cui si costringe a soffrire con la forza anche chi cattolico non è, anche chi vorrebbe rifiutare le cure accanite, anche chi volesse porre fine alla propria esistenza per ragioni sue, fosse anche per disprezzo di Dio. No, signore e signori, non si può! Il governo del miscredente ha deciso di accarezzare il ventre dei cardinali miscredenti come lui, imponendo per legge che chiunque per sua sventura arriva ad una morte lenta deve essere nutrito e idratato per forza, anche con violenza. Il parere del malato non esiste, ancora meno quello della famiglia; il parere poi del medico vale meno del due di briscola.

Tutto in omaggio della «VITA» che deve essere rispettata dal «momento del concepimento alla morte naturale» come recita la litania del Papa e del suo coro. Condannati a vivere, comunque e a dispetto di chiunque! Questo è uno di quei «principi non negoziabili» in cui si è incartata la gerarchia cattolica in adulterio attivo con una politichetta da strapazzo, secondo l’aurea regola d’oro della prostituzione di tutti i tempi: «tu dài una cosa a me e io do una cosa a te».

Questi difensori strenui della vita, oggi gioiscono dell’assassinio di Bin Laden che può essere un delinquente, un assassino, un mostro, un terrorista, il demonio in persona, ma resta sempre «una vita» che deve essere rispettata fino al suo decorso naturale. Perché si può interrompere «questa» vita per motivi superiori (elezioni in vista e sondaggi da fame!, che nobili motivi!!!) e non si può interrompere una gravidanza (a determinate condizioni) o una agonia lenta e disumana che nulla esprime della vita umana? Perché Bin Laden può essere ucciso per scelta e valutazione, mentre anche chi non vuole deve essere costretto a vivere con il cibo artificiale?

Quando mi daranno una risposta che sia al tempo stesso razionale e teologica, allora e solo allora comincerò a prendere in considerazione i «principi non negoziabili» che sono diventati una bandiera smunta, un grimaldello per scardinare l’autonomia del Parlamento e la laicità dello Stato che ormai è solo una piccola e ridicola foglia di fico sulle vergogne cardinalizie: il segno visibile del nulla.