Le sta tentando tutte Manes Bernardini per strappare al centro sinistra la roccaforte rossa che è Bologna. Come? Attraverso un patto elettorale per il ballottaggio in Piazza Maggiore, qualora Merola del centrosinistra non dovesse vincere al primo turno. Il patto sarà pubblico, anche perché – in questo senso Bernardini è stato chiaro – i cittadini abbiano chiaro, escludendo ogni possibile trattativa sotto banco, cosa le eventuali controparti reclamino in cambio. Bernardini dunque tende la mano ai civici e, in particolare, ai grillini, che fanno decisamente gola, visto il seguito di cui godono nel potenziale elettorato.

A poco meno di due settimane dal voto (che si terrà il 15-16 maggio) dove i bolognesi dovranno scegliere l’inquilino di Palazzo D’Accursio, è questa l’idea lanciata da Manes Bernardini, il leghista dalla faccia pulita che si candida anche con l’appoggio del Popolo della Libertà, per surclassare Virginio Merola, candidato sindaco del Pd, che ha vinto le primarie del centrosinistra e corre con il sostegno di Italia dei valori, Sinistra per Bologna, la lista dei vendoliani con Amelia per Bologna, Pd Merola sindaco e i socialisti laici riformisti.

“I cittadini devono sapere cosa chiedono – ha dichiarato Bernardini riferendosi agli altri candidati ai quali chiede di stringere il patto – per avere l’accordo con noi. Quando lo diranno pubblicamente e apertamente vedremo se sono richieste che possono stare in piedi o sono richieste folli cui dire semplicemente no grazie”.

Il leghista precisa che l’accordo non sarà tanto con i candidati sindaci, ma con i loro elettori, ma è pur vero che saranno i politici aspiranti primi cittadini a dover definire modalità e contenuti del patto.

Si esclude, sicuramente, la presenza del civico Stefano Aldrovandi, ex amministratore delegato di Hera, duramente criticato da Bernardini, il quale sostiene che starebbe favorendo la sinistra. “Che votare terzo polo – afferma Bernardini – sia favorire la sinistra l’hanno dimostrato col mancato accordo sui quartieri, non scopriamo l’acqua calda. Aldrovandi ha detto no. Si vede già lì dov’è la malafede di uno che attacca più me che Merola. È un furbetto e mi meraviglio che lo faccia uno della sua età che dovrebbe essere emanazione di valori”.

E i grillini felsinei, che di seguito pure ne hanno, come giudicano la proposta di Bernardini? La domanda la si gira a Massimo Bugani, candidato sindaco per il Movimento 5 stelle che in modo inequivocabile rispedisce il messaggio al mittente. “Assolutamente no – afferma – non faremo nessun patto, tanto meno un’alleanza”.

Non lascia margini di trattativa Bugani che ha ben salde le idee da mettere in atto nel prossimo futuro, in caso di ballottaggio, a suo favore.

“Se nel ballottaggio – prosegue l’esponente del Movimento 5 Stelle  – dovessi essere uno dei due contendenti, noi faremo domande ai candidati e pubblicheremo le risposte sui nostri portali, lasciando liberi i nostri elettori di scegliere chi vorranno votare”.

Certo i voti dei movimento di Grillo fanno gola a molti. Non è la prima volta a Bologna, infatti, che qualche candidato sindaco tende la mano agli “amministratori” che fanno capo al comico genovese, come il civico Daniele Corticelli di Bologna Capitale, che aveva proposto, poco prima che il Pdl e la Lega Nord si mettessero d’accordo sul candidato sindaco (scelta poi caduta sul leghista Bernardini), al Movimento 5 stelle di costituire una lista civica anti-Merola, per non rischiare di lasciare al centro sinistra tutti i nove quartiere della città.

“Dopo Corticelli – conclude Bugani – oggi Bernardini. È evidente che chi ha intenzione di battere Merola cerca di avvicinarci, ma noi siamo e saremo intransigenti”.