Via dal Cassero di Porta Santo Stefano: la commissaria Annamaria Cancellieri sfratta le associazioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Ma Donne di Mondo, Eccentrica e Lo Spazio, firmatarie di una convenzione dal 2008, non intendono cambiare aria: non ridaranno le chiavi alla commissaria e anzi rilanciano con una manifestazione venerdì 8 alle ore 18 in Piazza Nettuno.

Il Comune di Bologna era stato il primo in Italia, già nel 1982, a riconoscere una sede pubblica a un collettivo omosessuale. Ma nell’ultimo mese di assenza della politica, il riconoscimento di queste tematiche sembra subire una battuta di arresto: con una delibera di più di dieci giorni fa, il Comune commissariato porta motivazioni di ordine pubblico e annuncia lo sfratto delle associazioni. La ragione? Disturbo della quiete pubblica. Renato Busarello del collettivo Antagonismo gay racconta: “Non abbiamo mai ricevuto né verbali né multe. Mai segnalazioni per rumore notturno o schiamazzi. Evidentemente la Cancellieri fa riferimento a un’attività di monitoraggio dell’amministrazione: su di noi è stato forse aperto un dossier?”.

Venerdì 1 aprile più di duecento persone hanno risposto all’invito delle associazioni questo venerdì pomeriggio per dire il loro no allo sfratto. E per rilanciare la questione degli spazi sociali a Bologna. “Siamo al punto più basso del degrado della vita pubblica in città, la deriva securitaria è in corso già da dieci anni, il nostro vuol essere un tassello di un percorso comune”, è la sfida della rete che sta sostenendo Atlantide. Una sfida che non riguarda solo il Cassero di Santo Stefano. “C’è un attacco pesante ai beni comuni delle donne, sono stati depotenziati i consultori e gli asili nido da quando c’è la Cancellieri, non è un caso”, racconta Sandra di Armonie, che a sua volta dopo anni di attività nel quartiere Savena aveva rischiato di perdere gli spazi nell’epoca del commissario. “Togliere questi spazi significa tentare di allineare le soggettività scomode alla norma e di cancellarle”, incalza Cathy La Torre (Sel).

E Sergio Lo Giudice parla di demolizione dei diritti civili: “Capisco che per gli standard di questo Paese far rientrare questi diritti nella normale amministrazione sarebbe fantascienza, ma con la commissaria è in atto una demolizione: congelato l’ufficio del garante delle persone private della libertà personale, sospesa l’attivazione del registro già deliberato del testamento biologico, smantellato l’ufficio politiche per le differenze con annesso servizio contro le discriminazioni Lgbt. E adesso viene chiuso uno spazio di socialità gestito da collettivi omosessuali”.

Le associazioni e i collettivi reagiscono facendo rete: Luca di Vag61 parla di attacco agli spazi sociali e come lui Bartleby, Cassero, Lazzaretto, Xm24, Donne in nero, Armonie, Sexyshock e parecchi altri offrono solidarietà, spazi, lotta comune. “Dopo una brutta ferita si protesta, ma poi si rischia di assuefarsi”, dice Nico al microfono, “però stiamo attenti, qui tira una brutta aria”. In risposta agli ultimi avvenimenti i sostenitori di Atlantide rispondono con uno slogan: “Non ci cancellerai, Cancellieri!”.