Hanno perso la pazienza e hanno cominciato a gridare e battere i piedi per protesta i 600 tunisini che attendono di sbarcare dal traghetto Catania della Grimaldi Lines, fermo dalle 16 nella base navale di mar Grande, a Taranto. Non ci sono al momento notizie ufficiali, ma pare che la Prefettura stia ancora valutando l’opportunità di far sbarcare i tunisini, numerosi dei quali hanno accusato malori e sono stati soccorsi da unità mobili di rianimazione, e successivamente trasferiti nel campo di accoglienza di Palazzo San Gervasio (Potenza). Non è nemmeno escluso che la nave carica di immigrati torni in Sicilia. Momenti di tensione quando gli immigrati hanno chiesto con insistenza di sbarcare, esasperati dall’attesa e costretti per oltre cinque ore a rimanere nella stiva del traghetto. Poco fa a bordo del traghetto sono stati portati dei viveri.

Alla tendopoli di Manduria, dove sono arrivati questa mattina 1716 tunisini, c’è ancora una situazione di caos per le fughe di massa e il rientro di coloro che vengono ripresi dalla polizia. I tunisini hanno scoperto un varco creato nelle scorse ore dai vigili del fuoco che stanno compiendo lavori nell’area. In molti sono riusciti a raggiungere la vicina stazione ferroviaria di Oria e hanno preso d’assalto un treno in transito verso Taranto da dove puntano a raggiungere Roma e quindi il Nord. Altri hanno deciso di attendere un treno che da Brindisi potrebbe portarli verso Milano. Per la quasi totalità si tratta di tunisini che dicono di voler raggiungere la Francia. Questa situazione sta di fatto bloccando lo sbarco degli altri tunisini assiepati nella stiva della nave Catania.

Intanto, da Lampedusa, si sono fermati tutti i trasferimenti a causa del forte vento di maestrale. Oggi non ci sarà nessuna partenza dall’isola, dove rimangano circa 4mila tunisini. Le cattive condizioni del mare hanno impedito l’attracco del traghetto “La Superba” di Grandi Navi Veloci, giunto nelle prime ore del mattino e ormeggiato in rada, come pure il trasbordo sulla nave “San Marco” della Marina militare. Inoltre, nessun volo è stato predisposto dal ministero dell’Interno. Dunque, dopo lo spostamento ieri di circa 2.200 persone, nessun migrante ha più lasciato Lampedusa. Le avverse condizioni meteo hanno reso impossibile svuotare l’isola entro il termine di 48-60 che era stato indicato mercoledì dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel suo discorso ai lampedusani davanti al municipio dell’isola.

Questa mattina Berlusconi ha parlato in conferenza stampa a palazzo Chigi dopo aver presieduto la cabina di regia con gli enti locali. Alla vigilia della visita a Tunisi, il premier ha chiesto alla Tunisia un impegno per i rimpatri. Sulle coste del nostro Paese è in arrivo “uno tsunami umano” ed è per questo che è necessario “fermare l’ondata di sbarchi e rimpatriare i migranti che sono già arrivati in Italia – ha detto Berlusconi – L’incontro di Tunisi previsto lunedì con il governo tunisino deve portare all’impegno della Tunisia per l’accettazione dei rimpatri”. 

“Quello che abbiamo di fronte è uno ‘tsunami umano’ che può assumere dimensioni importanti: più di 20mila clandestini hanno raggiunto il nostro Paese. Stiamo affrontando la situazione in modo da sgravare Lampedusa da questa massa di persone”. Il premier ha premesso che l’Italia è disposta ad aiutare Tunisi anche sul piano finanziario, “a fronte dell’impegno a fermare l’uscita illegale di loro cittadini dal loro paese” e ha spiegato che l’Italia si è impegnata “in linee di credito ed equipaggiamenti a forze di polizia impegnate nel controllo per un valore vicino ai 100 milioni dalla metà del mese di aprile”.  

“Anche l’Europa deve intervenire e dare il suo apporto – ha ripetuto – noi continuiamo a esercitare pressioni sulla Commissione europea”. Pressione che in realtà è già iniziata da tempo e che viene spiegata dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni: la concessione di permessi di soggiorno temporanei, ha spiegato, “è anche uno strumento di pressione per fare capire all’Ue che, di fronte al diniego di collaborazione, noi intendiamo attuare i principi di solidarietà europea e chi vuole andare in Francia non può essere costretto a rimanere”.   

La conferenza stampa, alla presenza di Fitto e Maroni, ha avuto toni molto dimessi, dopo il caos di ieri, in cui il presidente del Consiglio si è lasciato scappare solo una battuta ad effetto. Il “vento di libertà e democrazia” che sta spirando in Nord Africa “ha comincato a provocare uno tsunami umano che può assumere delle dimensione importanti”, ha detto Berlusconi. La “via maestra”, ha poi continuato Maroni, “è la collaborazione con la Tunisia”. Ma le condizioni di quel governo, ha spiegato Berlusconi, “non permettono alle autorità scelte difficili da giustificare alla popolazione”. Il premier ha anche aggiunto che le regioni accoglieranno i migranti “in proporzione alla loro popolazione” e che le prime a dare accoglienza saranno, per loro stessa disponibilità, la Puglia, il Piemonte e la Toscana.

Lo scontro con le regioni

Ma sulla gestione dei campi è scontro con le regioni. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha giudicato “ingestibili” le tendopoli. “Leggo dalle agenzie di stampa che oggi ci sarebbe stato accordo fra le Regioni e il governo sulla soluzione provvisoria di tendopoli. Non è così come abbiamo detto chiaramente in questi giorni, e ancora stamattina al governo. C’è già troppa confusione, non aggiungiamone altra”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni. “Anche per questo al governo – ha concluso Errani – abbiamo chiesto un nuova proposta che l’esecutivo si è riservato di presentare martedì”. No alle tendopoli, quindi, sì invece, a misure straordinarie di accoglienza per eventi eccezionali, come scritto nell’articolo 20 del testo unico sull’immigrazione. In sostanza, quindi, si attiverebbe la possibilità di fornire protezione ai migranti e di incentivare i ricongiungimenti familiari in altri paesi d’Europa.

Si è spinto oltre, con dichiarazioni pesanti poi ritrattate, Sergio Chiamparino. Il sindaco di Torino ha ritirato la sua disponibilità a mettere a disposizione il sito Arena rock per l’emergenza immigrazione. Lo ha detto lo stesso Chiamparino, a Bruxelles, a margine dei lavori del Comitato delle Regioni, affermando che il ministro degli Interni, Maroni, “è in evidente malafede”.  La smentita è arrivata a seguito di un colloquio telefonico tra i due, dove Chiamparino ha ricordato che l’Anci “si è sempre detta contraria alla concentrazioni massicce di persone in pochi siti e che sarebbe stata auspicabile una verifica con i territori per una equilibrata distribuzione all’interno di un piano nazionale (che non è stato possibile condividere), prima degli eventuali insediamenti”.  “Bisogna quindi capire – ha sottolineato il presidente dell’Anci – se si tratta di persone che vengono considerate rifugiati oppure clandestini. E questo non è un dettaglio, avendo il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota affermato che in Piemonte sarebbero arrivati solo rifugiati. Di fronte a questa sua decisione, è chiaro che per il Comune di Torino sarebbe impossibile l’insediamento di situazioni diverse. Il ministro Maroni – conclude Chiamparino – ha preso quindi atto della sospensione della nostra disponibilità, almeno fino alla prossima riunione della Cabina di Regia, prevista per martedì”.

“Nessuno di noi vuole le tendopoli”, ha ammesso la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, al termine della riunione della cabina di regia. La soluzione all’emergenza immigrati è quella di “coinvolgere, con accordi, le congregazioni religiose”. “Mi ha colpito molto la disponibilità del presidente del Consiglio e anche la non disponibilità del ministro Maroni”, ha detto ironicamente il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, lasciando Palazzo Chigi. “Il modello Manduria è quello di un centro di prima accoglienza, ma anche quello è un modello sbagliato”.    

L’Unione europea condanna la Francia, no ai respingimenti

L’Unione europea è pronta a sostenere con misure ulteriori l’Italia per gestire l’emergenza di Lampedusa e in particolare il rimpatrio degli immigrati illegali in Tunisia. Questa la rassicurazione della commissaria Ue agli affari interni Cecilia Malmstrom oggi a Bruxelles, che ha riferito sui risultati della sua missione in Tunisia. Malmstrom ha ammonito la Francia sui respingimenti alle sue frontiere: “I confini nello spazio di libera circolazione di Schenghen non esistono più. La soluzione tra Francia e Italia dev’essere bilaterale”. Quanto alle polemiche sugli aiuti economici che l’Italia ha già ricevuto per fronteggiare l’emergenza, la commissaria europea ha sottolineato come “dallo scorso anno, l’Italia abbia già ricevuto una cifra considerevole dai diversi fondi europei disponibili”.  Ma, “ci sono ancora soldi che rimangono a disposizione” e “abbiamo già detto all’Italia che questi soldi possono essere usati per gestire l’emergenza di Lampedusa”. Insomma, l’Europa non si tira indietro e respinge le accuse di Frattini e Maroni sull”indifferenza” degli altri paesi nei confronti dell’Italia.  

Da parte del nuovo governo tunisino, “c’è la volontà di cooperare e trovare una soluzione costruttiva, incluso la questione dei rimpatri dei clandestini”, ha detto ancora la Malmstrom. “Ne ho discusso con il nuovo ministro degli Interni. Non si sono fatte però cifre sul numero dei rientri al giorno, o piani specifici. Ma Tunisi è pronta a negoziare con noi e le autorità italiane e noi siamo pronti a sostenere le autorità italiane” per facilitare una soluzione per il rimpatrio verso la Tunisia. La Ue in particolare è pronta a sostenere ciascun rimpatrio con il 75% della somma destinata a chi decide di rientrare volontariamente.