Gli anelli di una catenaLo tenevo stretto fra le cosce, con quelle sue vibrazioni capaci di sollecitare tutto me stesso. Gratificanti ondate simili a liquide mani che suscitavano un massaggio interiore fino alla nuca. Tenevo stretto ben saldo fra le cosce il sellino nero di un rombante Betino tre marce. Betino che, se non ricordo male, avevo pagato nuovo 64 mila lire raccogliendo denari da mio padre e da mia madre, dai nonni e nonne. Denaro trovato anche frugando i risvolti laterali delle poltrone, in salotto, sotto i cuscini e ispezionando tutte le giacche della famiglia riposte negli armadi stagionali per trovarvi anche pochi spiccioli. Denaro guadagnato con i primi lavori pomeridiani dei miei 15 anni: centralinista, cameriere, gommista.

Stretto fra le cosce quel sellino mi dava la certezza dell’immortalità affrontando incoscientemente curve inclinate e dossi improvvisi per salti mirabolanti, come se fossi stato un capace e ben attrezzato crossista. La città che si trasformava nella mia pista per corse forsennate, raramente protetto da un casco, più spesso con i lunghi capelli di ordinanza al vento di un futuro che non sentivo incerto in quel giovanile ed incosciente senso di immortalità. Velocità per gare con la vita che mi pareva bellissima nello scorrere delle mie prime stagioni fiorentine. A niente valevano le raccomandazioni di essere prudente.

Siate dunque imprudenti nella vostra corsa, pur tenendo sempre stretto fra le cosce un rassicurante sellino. Soltanto lui vi darà certezza del vostro futuro. Sorpassate l’attuale politica, lanciatevi in aria dopo discese ardite per dossi che vi faranno saltare la mediocrità del nostro sistema bancario, sgommate con caschi allacciati sfrecciando inclinati su curve terrose, impillaccherando l’eterno pubblico, guardante e silenzioso, di falsi tifosi.

Giovani di tutto il mondo, unitevi e aprite i vostri lucchetti rinunciando a facili accensioni pigiando forte sulla leva del pedale. Sappiate dunque rinunciare a qualcosa per guadagnare il vostro futuro. Lasciate al palo questa quotidiana notte più simile alla Notte dei morti viventi. Zombi incoscienti che vi rapinano la vita, la gioia della vita, la bellezza del correre anche incoscientemente sopra una rombante moto verso il vostro futuro.