Il Giappone affronta in queste ore la più grave crisi dalla fine della Seconda Guerra mondiale. Lo ha detto il premier, Naoto Kan, nel corso di una conferenza stampa. Naoto Kan ha lanciato un appello ai cittadini perché si dia vita a un “nuovo Giappone”. Il bilancio delle vittime è in continuo aggiornamento. “Sono più di 10mila i morti stimati nella prefettura di Miyagi“, una delle più colpite dal terremoto-tsunami di venerdì. Lo riferisce la tv pubblica, la Nhk, citando fonti della polizia. I numeri forniti dalla conta ufficiale, però, sono molto più prudenti: la polizia giapponese parla di oltre 3mila persone tra vittime e dispersi per il sisma che ha devastato venerdì il nord-est del Giappone.

Annunciate inoltre nuove scosse di assestamento per i prossimi giorni con nuove allerte tsunami, secondo l’Agenzia meteorologica giapponese. Il portavoce Takashi Yokota ha affermato che sono possibili scosse fino al grado 7 della scala Richter e nuovi tsunami.

Due giorni dopo il sisma che lo ha colpito, il Giappone continua a vivere il suo più grande incubo dopo Hiroshima e Nagasaki. Il terremoto, la cui magnitudo è stata elevata da 8,9 a 9, ha provocato almeno 10mila morti nella prefettura di Myiagi. “Non ho dubbi che si raggiungerà questa cifra”, ha detto il capo della polizia locale. Venerdì scorso, il giorno dell potentissima scossa, era stata data la notizia di 9.500 dispersi nel porto di Minamisanriku, nella stessa prefettura. Quest’ultima stima fa saltare il conto del governo, arrivato, con la lentezza giustificata dall’ufficialità, a quasi 900 morti.

Intanto raddoppiano, arrivando a 100 mila, i soldati inviati nelle zone del terremoto per portare soccorso alle popolazioni, il più imponente dispiegamento dalla Seconda Guerra Mondiale. L’ordine e’ stato dato dal premier, Naoto Kan, al ministro della Difesa, Toshimi Kitazawa. L’impatto del sisma sull’economia del Giappone sara’ “notevole”, ha affermato il governo. L’esecutivo lavora a un bilancio di emergenza, ma è difficoltoso metterlo a punto entro questo mese, quando ha termine l’anno fiscale.