L’inchiesta del Fatto Quotidiano sul tentativo di corruzione di una funzionaria pubblica di Fkih Ben Salah, paese natale di Ruby, per aumentarle l’età scuote il Palazzo. Mentre la procura di Milano sta valutando se e come approfondire il caso. è la politica a parlare. Silvio Berlusconi ha dato mandato ai suoi legali di presentare una denuncia. Nella nota dei legali del premier, Piero Longo e Niccolò Ghedini, si legge che “si tratti di vicenda che tenda a surrettiziamente a danneggiare gravemente il presidente Berlusconi che è totalmente estraneo ad ogni eventuale illecito comportamento”.

“Se le notizie riportate dal Fatto sono vere, il premier è da impeachment”. Ad affermarlo è Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, che annuncia un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. Una storia che è “inquietante e grottesca”, come la definisce Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv a Montecitorio. “Cambiare la data di nascita della ‘nipote di Mubarak’ può tornare utile ad un solo italiano – continua Donadi – piuttosto conosciuto ed accusato di sfruttamento della prostituzione minorile”.

Di episodio inquietante parlano anche gli esponenti del Pd. “Sono certo che la magistratura italiana, dopo aver approfondito questa vicenda che appare molto grave e molto losca, accerterà la verità – afferma il senatore del Pd Luigi Zanda -. Ma, se il tentativo di reato riportato da Il Fatto quotidiano fosse in qualche modo confermato saremmo davanti a un episodio estremamente inquietante del quale sarebbe molto importante individuare esecutori e mandanti”. Annuncia un’interrogazione parlamentare Emanuele Fiano: “La notizia riportata oggi da Il Fatto quotidiano, se confermata sarebbe di una gravità inaudita. Chiederemo oggi con un’interrogazione al governo di verificare, con gli strumenti in proprio possesso e con il supporto della magistratura inquirente, la sussistenza dei fatti menzionati, l’identità degli italiani coinvolti e quella dei loro mandanti – dice il presidente del Forum sicurezza del Pd -. Siamo certi che il governo, vista la gravità dell’ipotesi in campo che potrebbe, ove confermata, essere collegabile al procedimento giudiziario in corso nei confronti del presidente del Consiglio, vorrà dare rapida ed esaustiva risposta alla nostra interrogazione”.

Accertare le rivelazioni del Fatto è anche la parola d’ordine della maggioranza. Gli avvocati del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, in una nota congiunta affermano che “se le notizie apparse quest’oggi sul giornale ‘il Fatto Quotidiano‘, in ordine ad una asserita attività volta a modificare nel registro delle nascite la data di registrazione di Karima El Mahroug, fossero vere si tratterebbe con ogni evidenza di un grave, ma maldestro tentativo di falsificazione al fine di fare, eventualmente, di questo falso un illecito uso”. Gli avvocati mettono però le mani avanti e dicono che l’eventuale tentativo di falsificazione sarebbe “inutile e risibile” perché i registri dell’anagrafe sono conservati in più copie da diverse autorità governative. “Stupisce che i giornalisti di tanto non siano a conoscenza – dicono i legali – Se invece si trattasse di una notizia artificiosamente costruita, pur nella buona fede dei cronisti, sarebbe altrettanto grave. In ogni caso e’ necessario che le autorità italiane e del Marocco accertino con urgenza se esiste questa funzionaria, se ha rilasciato effettivamente quelle dichiarazioni, se il fatto è realmente accaduto e, in tal caso, l’identità dell’interprete e dei due presunti italiani che avrebbero posto in essere le condotte descritte”.

Nel frattempo i giudici del Tribunale di Milano stanno valutando se aprire un fascicolo sul caso. il reato che potrebbe essere contestato ai due emissari è di istigazione alla corruzione internazionale. I magistrati già a partire da domani dovrebbero prendere in esame il caso per mettere a fuoco non solo gli eventuali profili di reato ma anche quelli che riguardano la competenza territoriale.