Qualcuno di voi ha visto Il corpo delle donne 2 di Antonio Ricci (giovedì sera, Matrix)? L’articolo di Natalia Aspesi di oggi su Repubblica spiega di cosa si tratta. Sono certa: non tanto della risposta del mondo tv al documentario di Lorella Zanardo, quanto della risposta dell’inventore di Drive In ad un gruppo editoriale che, insieme a Il Fatto Quotidiano, sta davvero dando filo da torcere al premier, in questi giorni.

Cosa posso dire se non che ero lì in studio, che osservavo, e che mi sembrava tutto parecchio delirante, e che poi, alla fine, dopo aver visto susseguirsi gli scatti di ragazze anoressiche (il modello fashion) in contrapposizione alle ragazze prosperose del modello tv, anche a me, sotto sotto, è venuto da pensare: la tv è come la carta stampata e internet. In fin dei conti Facebook nasce da due ragazzini che mettevano a confronto volti di donne, e poi, ogni volta, sceglievano la più carina. Il “servizio” ebbe così successo che i server dell’università dove il sito di Facebook era collegato cadde. Scegliere la ragazzina più bella in foto piaceva, ai ragazzi.

E poi ho capito il perché del disagio. Perché in fondo, mentre Il corpo delle donne è stato un documentario nato da una donna, che ha vissuto sulla propria pelle, credo, la difficoltà di un modello – se non sbagliato, diciamo esagerato -, il documentario di Ricci è stato fatto ideologicamente, da un uomo. Che sensibilità per queste cose non ne ha proprio, visto che è un uomo (peraltro selezionatore di veline).

E allora rieccomi un’altra volta a pensare che certi argomenti possono essere “toccati” solo dalle donne, perché gli uomoni non ci faranno fare progressi. Ci useranno per dire altre cose, per fare i comodi loro, per avere un ruolo in un momento specifico. Credo che per le donne, soprattutto su temi così delicati, possano parlare solo le donne. Per questo, peraltro, ero andata a Matrix insieme a Paola Concia e Ritanna Armeni: per presentare La Réclame, web serie sulle pubblicità che fanno un uso inappropriato del corpo femminile. Nata da un gruppo di ragazze che ogni settimana se ne escono con una Réclame nuova, e a cui piaceva molto una canzone dei Baustelle… che ascoltate qui di seguito.