Sindaco Michele Emiliano, dagli atti dell’indagine emerge uno scenario da “lottizzazione” e “avida invasività del sistema politico” nel sistema sanitario regionale: la procura chiede al Parlamento l’autorizzazione per arrestare il senatore Alberto Tedesco, all’epoca assessore regionale alla Sanità, che si trovò catapultato in Parlamento grazie alla candidatura del Pd, nelle elezioni europee del 2008, di Paolo de Castro. Tedesco prese infatti il suo posto in Senato. Lei all’epoca era segretario regionale del Pd: non crede che si sia trattato di un “salvacondotto” per l’arresto di Tedesco?

Non si tratta di alcun salvataggio. La decisione fu presa dalla segreteria nazionale del Pd, innanzitutto, e De Castro era un candidato eccellente. Se non bastasse, all’epoca, Tedesco minacciò di candidarsi come sindaco di Bari e io, per tutta risposta, mi proposi per le elezioni europee. Intervenne Massimo d’Alema: disse che non potevo non ricandidarmi come sindaco. Guardi che io, sin dal 2007, consigliavo a Vendola di sostituirlo come assessore regionale. Se Nichi ha un demerito, l’unico è di non essere riuscito a liberarsi subito di Tedesco. Tutto qui.

Dalle intercettazioni sembra, però, che lei sia piuttosto in confidenza con Tedesco: gli dice che Vendola voleva sostituirlo per accaparrarsi il sottosistema della sanità.

Io parlavo a Tedesco nella mia veste istituzionale di segretario regionale del Pd. non potevo certo essere scortese con lui, maltrattarlo e dirgli tutto ciò che pensavo.

La giunta come dovrebbe regolarsi nel caso Tedesco?
Chi sbaglia deve pagare. questa è la mia idea. Resta il fatto che bisogna leggere gli atti per valutare se l’arresto è una misura necessaria oppure no.

Lea Cosentino dice ai pm di aver subìto pressioni perché non sostituisse Tedesco all’assessorato e riferisce di una conversazione in cui lei, sindaco, le avrebbe detto che, in caso contrario, qualcuno avrebbe potuto usare mezzi non leciti: sono affermazioni gravi, soprattutto perché lei è un ex pm, e i mezzi non leciti andrebbero denunciati.

Io non ho mai – e sottolineo mai – detto una frase del genere. Quindi la questione non si pone. E poi, le assicuro, proprio la mia posizione su Tedesco, la mia volontà che venisse rimosso, mi è costata molto, in termini politici, perché da allora, all’interno del Pd, sono stato considerato inaffidabile, al punto da perdere il congresso della segreteria regionale. e voglio sottolineare un fatto: quando io ero segretario regionale del Pd, non appena Tedesco ha ricevuto l’avviso di garanzia, esattamente come per l’ex vicepresidente Sandro Frisullo, abbiamo assistito alle dimissioni di entrambi ad horas. Non mi sembra un fatto di poco conto.

Poi però Tedesco è diventato senatore, con il benestare del Pd, e questo gli consente di potersi salvare dagli arresti se la giunta parlamentare dovesse negare l’autorizzazione.

E’ stata una decisione della segreteria nazionale. Non mia.