Al ministro Rotondi non piace l’ultima canzone di Caparezza perché “contribuisce ad infangare l’immagine della Italia“. Al consigliere di amministrazione della Rai Verro, già parlamentare berlusconiano, non è piaciuta la satira di Luca e Paolo a Sanremo “perché il servizio pubblico deve avere un suo rigore nella satira”.

Al presidente Berlusconi non piacciono in generale i cronisti che fanno le domande e i giudici che fanno le inchieste e per questo annuncia i bavagli di sempre, anche perché, pure lui, vorrebbe strozzare con le sue mani quegli autori e quegli artisti che sporcano l’immagine dell’Italia all’estero parlando di mafia e di camorra.

Oramai siamo in presenza di un delirio, non potendo e non volendo dare le dimissioni, al piccolo Cesare non resta altra strada che tentare di oscurare e di zittire chiunque non voglia sottoporsi al rito del bacio della sua pantofola.

Naturalmente dovremo vigilare affinchè nuovi regolamenti e nuove circolari non tentino di oscurare gli ultimi spazi sopravvissuti alla furia dei censori, ma allo stesso tempo dovremo chiedere conto delle leggi già violate, degli esposti archiviati, delle denunce ancora senza risposta.
Per esempio perchè le autorità non hanno ancora detto nulla sulla clamorosa disparità di trattamento riservato dalle tv del polo Raiset, con pochissime eccezioni, al presidente Berlusconi che, da solo, ha parlato più di tutte le opposizioni messe insieme?

Che fine hanno fatto gli esposti sulle videocassette trasmesse a reti unificate?
Perchè la direzione del Tg1 non ha mai dato una risposta alle domande del comitato di redazione che chiedeva di sapere se e per quale ragione Berlusconi avesse potuto leggere sul cosiddetto gobbo le pseudodomande di una pseudointervista?
Non solo, dunque, dovremo contrastare i nuovo bavagli che hanno in animo di mettere alla costituzione, alla giustizia, alla informazione, alla satira, ma sarà necessario non assuefarsi mai, non distrarsi, non rinunciare a pretende le risposte dovute alle violazioni già consumate.

Non sarà facile, ma il loro obiettivo è proprio quello di costruire ogni giorno nuovi bersagli, di spararla grossa affinchè la nostra attenzione sia deviata e le porcate precedenti siano condonate perchè superate dalla porcatissima di giornata.
Dovremo farlo sempre e comunque, sino a quando il piccolo Cesare  non si sarà dimesso, e la pubblica opinione potrà tornare ad ascoltare e a seguire i vari Caparezza, Santoro, Travaglio, Luca e Paolo, e chi diavolo vorrà  senza essere disturbata dal mazziere di turno.