Con un comunicato di ieri, l’Anma (Associazione nazionale magistrati amministrativi) ha voluto offrire una risposta istituzionale alle critiche che da più parti vengono rivolte alla giustizia amministrativa, in ragione dei copiosi e ben pagati incarichi extra dei giudici amministrativi.

La presidente Linda Sandulli ed il segretario Alessandro Maggio hanno risposto, in sostanza, che le critiche sono “generiche” e che l’arretrato sarebbe giustificato prevalentemente dalla carenza di organico, precisando (in altre occasioni) che gli incarichi non incidono sulla mancata evasione dei fascicoli. Credo anche io sia opportuno essere precisi e portare un po’ di dati, ma le mie conclusioni sono totalmente diverse.

Invero l’Anma sembra concentrare l’attenzione sui magistrati fuori ruolo (cioè su coloro che vengono pagati anche come magistrati, pur non scrivendo sentenze), ma tale lettura sembra parziale e riduttiva. È certamente vero che i magistrati fuori ruolo sono un problema, ma sono in tutto una ventina. Ci sono invece centinaia di magistrati amministrativi (in tutto 400-500) che svolgono incarichi pagati, spesso al servizio del Governo e svolgendo al contempo attività giurisdizionale.

Qualche dato. L’attività del Plenum dell’organo di autogoverno è dedicata per almeno la metà del tempo agli incarichi. Nel sito istituzionale Giustizia-amministrativa.it sono indicati decine e decine di incarichi, ma mancano le cosiddette prese d’atto. Infatti, per ragioni che francamente non comprendo a pieno, alcuni incarichi non sono soggetti a regime di autorizzazione, ma a prese d’atto, e non vengono fatti oggetto di pubblicità. Tali incarichi sono diverse centinaia. Per le docenze, ad esempio, vengono segnalate sul sito istituzionale solo quelle successive alla quindicesima presa d’atto. In sostanza vuol dire che un magistrato amministrativo può dedicare almeno 15 giorni della sua attività lavorativa annuale (senza prendere ferie) senza che ciò risulti nemmeno sul sito istituzionale.

I compensi complessivi che vengono guadagnati come extra dai circa 400/500 magistrati amministrativi sono difficili da calcolare (anche perché spesso non vengono pubblicati i corrispettivi, in deroga alla trasparenza amministrativa), ma certamente l’unita di misura è in milioni di euro. Ecco qualche esempio di incarichi autorizzati nell’ultimo anno, limitandosi ad importi di circa 40 mila euro:
35 mila (attività di docenza di discipline giuridiche);
35 mila (consulenza giuridica presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni);
40 mila (esperto giuridico presso il Commissario di Governo per l’emergenza Traffico e mobilità nel Comune di Roma,);
45 mila (componente dell’Organismo indipendente di valutazione presso il Ministero dell’Istruzione);
45 mila (presidente del Collegio del Servizio di controllo interno);
45 mila (componente dell’Organismo indipendente di valutazione della performance per l’Amministrazione economico finanziaria);
50 mila (componente del comitato consultivo giuridico-legale di supporto al Commissario delegato per l’emergenza rifiuti nella provincia di Palermo);
55 mila (coordinatore del Comitato tecnico-consultivo,),
55.800 (vice capo di Gabinetto del Ministero del Turismo);
60 mila (capo dell’Ufficio legislativo del Ministro per la Semplificazione normativa);
68 mila (capo del Settore legislativo del ministro per le Pari Opportunità);
70 mila (capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca);
77 mila (consigliere militare) o 90 mila (capo ufficio legislativo);
90.560 (vice direttore dell’Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali).

Sommando questi magistrati ai magistrati fuori ruolo (circa 20, che arrivano a guadagnare 300400 mila euro), siamo già ad una percentuale di circa il 7-8% dei magistrati amministrativi. Quando si retribuisce un incarico, ancorché non fuori ruolo, con un corrispettivo del genere, a mio avviso, o si tratta di magistrato che ha molto tempo da dedicare ad altro (e quindi potrebbe scrivere più sentenze) o si tratta di amministrazione che paga troppo le collaborazioni esterne, ed allora vi è un danno erariale.

In conclusione, la lettura che l’Associazione nazionale magistrati amministrativi vuole proporre mi pare assai riduttiva e mi sembra invece incontestabile che il problema della produttività sia effettivamente legato a quello degli incarichi extra e non solo al tema dei fuori ruolo.