Nelle piccole isole pedonali, riuscendo a bloccare il traffico in centocinquanta, al Castello, dove Digos e polizia si trasformano, senza imbarazzo, in buttafuori, o nei teatri affollati dalla cosiddetta buona società: così i berlusconiani, dimostrando fiducia nel consenso popolare che vantano, organizzano le loro manifestazioni. Ma non della coerenza di chi vanta consensi in tv per poi far sgombrare le piazze quando si presenta ad incontri pubblici vorrei parlare, ma di uno dei suoi più fedeli esegeti, il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Da sempre orgogliosamente fascista e amante della guerra (purché combattuta da altri cittadini, beninteso), La Russa si fa spesso riconoscere per la tolleranza con la quale accoglie le opinioni altrui o le interruzioni in diretta tv per urlare, alla maniera di Sgarbi, “vigliacchi” agli studenti che manifestavano il 14 dicembre oppure ancora quando, in quel di New York, diede del “pedofilo ad un cittadino italiano, che neppure conosceva, che gli si fece incontro mostrando un’agenda rossa, simbolo della richiesta di giustizia e verità per le vicende della trattativa Stato-Mafia (o dei comunisti, secondo Emilio Fede).

Altre volte il democratico ministro si era esibito in passionari appelli, come la volta in cui chiese di cambiarsi la maglietta (rossa, che affronto!) ad un ragazzo che cercava di avvicinare il sindaco Moratti per parlare con lei di mafia (che, com’è noto e come da ammissione dello stesso sindaco, a Milano non esiste), o come quando, con la consueta voce melodiosa, aveva chiesto le scuse di Concita De Gregorio per una vignetta di Staino durante una puntata di Annozero in cui si parlava di tutt’altro.

Incalzato ieri da Corrado Formigli di Annozero, ha ritenuto opportuno tirarne in ballo la sorella e, svanito il tentativo, ha proceduto scalciando, come tradizione equina impone, e chiamando la forza pubblica perché identificasse e allontanasse il giornalista colpevole di porre domande.

Ma non si pensi che questi atteggiamenti siano figli dell’ideologia fascista o che siano un tentativo di passare sotto silenzio temi che potrebbero mettere in imbarazzo la sua politica: La Russa vuole solo apparire come la media degli italiani, che Berlusconi aveva definito come “un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco”. E, senza timore di essere smentita, posso affermare che ci sia perfettamente riuscito.