La ministra Stefania Prestigiacomo rivendica da tempo l’introduzione del Sistri (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) come suo successo nell’azione di contrasto alle ecomafie, avendo superato le resistenze delle stesso governo e di ampi settori della maggioranza. Il Sistri, nelle intenzioni, prevede un controllo satellitare della filiera dei rifiuti speciali: segue il rifiuto dal luogo di origine a quello di smaltimento o trattamento, attraverso scatole nere da installare sugli automezzi, con la sostituzione del vecchio formulario cartaceo dei rifiuti. Al momento la diffusione degli apparati procede al rilento. Ma non è questo l’unico problema. Prima prima ancora di verificarne la reale efficacia – il sistema non è ancora in funzione – l’operatività è stata rimandata.

L’entrata in vigore del Sistri era infatti prevista a fine dicembre, insieme al nuovo regime sanzionatorio, ma con un decreto è arrivata l’ennesima proroga. E oltre al danno, c’è la beffa: non solo tutto viene rimandato al giugno prossimo, ma in questo lasso di tempo le sanzioni per chi trasporta illegalmente i rifiuti industriali pericolosi e non, sono sospese. Una situazione grave che ha spinto Gianfranco Amendola, procuratore capo della repubblica di Civitavecchia a scrivere – senza risposta, ad oggi – alla ministra Stefania Prestigiacomo per sollecitare un intervento urgente.

“Le nuove sanzioni – spiega Amendola al fattoquotidiano.it – entreranno in vigore a giugno, le vecchie sanzioni sono state sospese e l’assenza di tracciabilità dei rifiuti non è sanzionabile”. A rigor di logica si dovrebbe applicare la normativa precedente, ma serve un intervento, visto il giro di affari miliardario delle ecomafie. “Se adesso trovano un automezzo – spiega Amendola – che trasporta rifiuti pericolosi senza formulario, il documento che identifica l’origine e la destinazione del rifiuto, non c’è nessun tipo di sanzione applicabile. Questo agevola le ecomafie, oggettivamente un far west che le favorisce in pieno”.

In attesa del passaggio dalla carta al nuovo sistema satellitare, insomma, sono scomparse le sanzioni. Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra. “Per cinque mesi – denuncia il presidente del Wwf, Stefano Leoni – il trasporto dei rifiuti industriali, pericolosi e non pericolosi, può avvenire senza controlli e, soprattutto, senza incorrere in alcun tipo di sanzione, nel caso di violazioni”. La risoluzione del problema potrebbe arrivare da un intervento normativo che copra questo periodo di vuoto scongiurando mesi di black-out. “Presenteremo – spiega Roberto Della Seta del Pd –  un emendamento al milleproroghe, che mantiene attivo il vecchio impianto delle sanzioni finché non entrerà in vigore il nuovo sistema di tracciabilità. Mi auguro sia approvato, perché in caso contrario si lascerebbe agire indisturbata la criminalità organizzata, mettendo a rischio l’ambiente e la salute pubblica”.

di Nello Trocchia