Le strade della cittadina inglese di Luton, nord di Londra, ospiteranno oggi la più grande manifestazione dell’estrema destra inglese, organizzata dal controverso gruppo English Defence League (EDL), a cui potrebbero prendere parte diversi altri gruppi simpatizzanti arrivati dal resto d’Europa.

A due anni dalla fondazione del gruppo, l’EDL ritorna sulle strade di Luton per manifestare contro ciò che definisce “l’islamizzazione del Regno Unito” e per la difesa dei valori britannici contro la deriva islamica fondamentalista.

Secondo fonti di polizia, si prevedono oltre 7.000 dimostranti alla manifestazione di oggi, proprio a Luton dove il gruppo venne formato agli inizi del 2009. Da allora, l’EDL ha organizzato oltre 30 manifestazioni in altrettante località britanniche, spesso sfociate in episodi di violenza, razzismo e islamofobia. Alla dimostrazione prenderanno parte le varie “divisioni” dell’EDL sparse in tutto il Paese. Si crede inoltre che potrebbero partecipare al meeting anche diversi gruppi approdati in Inghilterra da oltremanica. Dall’Europa potrebbero arrivare le delegazioni di neonate organizzazioni ispirate all’EDL formatesi in Svezia, Norvegia e Olanda – oltre a gruppi storici di estrema destra da Francia, Germania e Danimarca.

Luton ospita una delle più numerose comunità islamiche del Regno Unito, ed è da tempo ritenuto dagli agenti dell’antiterrorismo come una delle località più a rischio di derive fondamentaliste. Due degli attentatori alla metropolitana londinese negli attacchi del 7/7 venivano proprio di Luton, e l’uomo che si è fatto esplodere lo scorso dicembre a Stoccolma aveva frequentato la comunità per diverso tempo.

L’evento di oggi, organizzato e pubblicizzato da mesi, ha creato forti preoccupazioni per l’ordine pubblico e per l’incolumità dei cittadini. Tutte le forze di polizia della regione sono state messe in allerta: 2000 uomini saranno sul posto, ed altre centinaia saranno disponibili su chiamata, in caso di necessità. Uno spiegamento di forze notevole – per un costo di circa 300.000 sterline – giustificato dalla necessità di contenere ogni possibile focolaio di violenza.

“Il significato della marcia dell’EDL a Luton si estende ben oltre le nostre coste,” ha detto Nick Lowles, del gruppo anti-razzista Hope not Hate. “In Europa e in Nord America altri gruppi anti-islamici guardano con interesse l’EDL, copiando le loro tattiche, anche replicando il loro nome. “La partecipazione di così tanti supporter esteri è la prova del ruolo dell’EDL nel movimento anti-islamico internazionale.”

Sebbene i suoi stessi fondatori credessero che il gruppo non sarebbe sopravvissuto per più di sei mesi, ora l’EDL conta divisioni sparse in tutto il Paese, ed organizza regolarmente eventi e conferenze – in cui gli iscritti ricevono seminari sui “mali dell’Islam”. La pagina di Facebook dell’EDL conta più di 70.000 iscritti.

Non sono però solo le Ong a preoccuparsi per la rapida crescita dell’organizzazione. I gruppi di estrema destra come l’EDL sono stati indicati come uno dei maggiori oggetti di investigazione della polizia britannica, specialmente per l’influsso che esercitano su nutriti gruppi di giovani.

Assistere ad una dimostrazione dell’EDL è qualcosa che non si dimentica facilmente. Non solo per la moltitudine di bandiere dell’Inghilterra, gli slogan anti-musulmani (“Muslim scum”, spazzatura musulmana), ma anche per i loro volti irriconoscibili – coperti da maschere da hockey con la croce di S. Giorgio – le teste incappucciate, i passamontagna, le braccia tese in un perenne saluto romano. Intervistato sulla BBC poche sere fa, uno dei fondatori dell’EDL, Tommy Robinson, ha affermato che il gruppo non ammette derive nazi-fasciste o razziste di alcun tipo, e non tollera la violenza da parte dei suoi membri. “Quando un nuovo membro si iscrive,” spiega Robinson, “firma un codice di condotta in cui si impegna a non essere violento, a rispettare il prossimo e a promuovere le sue idee in modo pacifico.” Tante parole, quelle di Robinson, che però si perdono nel vento inglese ogni volta che l’EDL si trova per manifestare. Molte delle dimostrazioni organizzate negli ultimi due anni hanno generato violenti scontri con le forze di polizia, aggressioni e decine di arresti. A Blackpool, a Birmingham, a Leicester, a Nottingham, a Dudley, a Bolton, a Peterborough. Le stesse bandiere, le stesse scene di violenza. Alla manifestazione di oggi doveva partecipare anche il pastore americano Terry Jones, che in occasione dell’11/9, armato di bibbia e cinturone, voleva organizzare un rogo del corano. Il ministro dell’interno Teresa May ha però bandito Jones dal Regno Unito, per evitare che la sua presenza attirasse estremisti facinorosi.