John Boehner, il portavoce della Camera, quello per intenderci che la sera della vittoria repubblicana alle elezioni di medio termine, l’America ha visto piangere come un bambino e, di nuovo, è apparso con i lucciconi negli occhi durante il discorso sullo Stato dell’Unione, quando  Obama ricordava come fosse arrivato lì, partendo dal lavare il pavimento del bar di suo padre, quel “tenerone”, insomma, che è stato capace, per un momento, di far sembrare i repubblicani un po’ meglio di ciò che sono, ha, invece, mostrato il suo vero volto. E non da solo.

Con lui, anche i suoi “compari” di partito che, ricordando al paese, che nella loro concezione le donne contano meno delle amate Glock, si sono inventati uno dei più volgari disegni di legge che ci si potesse mai immaginare. Il “No Taxpayer Funding for Abortion Act”, in pratica un provvedimento per vietare la copertura delle spese dell’aborto con fondi federali, non sarebbe in se stesso tanto sorprendente (sconfortante, ma non sorprendente) visto l’enorme dispendio di forze e denaro che i repubblicani stanno mettendo in atto per cancellare la riforma sanitaria fatta approvare da Obama. Ciò che, invece, non solo è sorprendente, ma sconcertante e sconvolgente è che il provvedimento contenga una paragrafo che sostanzialmente “rivede” i casi in cui, per la legge attuale, le spese dell’aborto sono coperte e, cioè, quando la gravidanza deriva da una violenza sessuale o da un incesto.

Ora, quei buontemponi repubblicani, che persino Fred Flinstone sorpassa in quanto a modernità e senso civico, hanno “ristretto” i casi in cui si può parlare di “violenza sessuale”, praticamente riducendoli del 70%. L’unica violenza riconosciuta come valida ai fini della copertura sanitaria (sempre che la vittima sia in grado di dimostrarlo e convincere tutti senza lasciare dubbi) è quella esercitata con la forza. Tanto per capirci, se una donna subisce abusi sessuali perchè drogata o forzata “psicologicamente”, non può nemmeno lamentarsi perché secondo “John lacrima facile” non si tratta di stupro ma di un  passatempo come un altro. L’altro caso in cui il portavoce della Camera e compagni riconoscono la copertura dell’aborto è quello di un minore vittima di incesto. Fino a 17 anni, 11 mesi e 29 giorni. Dopo, a 18 anni, la vittima di incesto smette automaticamente di essere una vittima e diventa qualcos’altro, sicuramente qualcosa che non interessa ai repubblicani.

E, per carità, non lasciatevi trarre in inganno dalle lacrime che John Boehner verserà quando cercherà di spiegare che loro non lo fanno perché sono privi di ogni senso civico e morale, ma lo fanno perché sono i paladini della vita umana. Della vita umana generata da un atto violento che molte donne non potrebbero riuscire, giustamente, ad accettare. Di quella vita sono difensori. Non di quelle che si distruggono quotidianamente con una Glock. Quelle sono vite “minori”. Come “minori” sono le vite dei bambini che, il secondo dopo che sono nati, per gli stessi repubblicani, non valgono piu’ nulla perche’ non hanno diritto a quell’assistenza sanitaria che con tanta determinazione stanno cercando di cancellare. Vale forse la pena ricordare, tanto per fare un esempio, che fino a prima dell’approvazione della riforma di Obama, le assicurazioni (per coloro che ce l’avevano) potevano rifiutare la copertura ai bambini persino se ammalati d’asma. Oggi, grazie a quella riforma, non possono farlo più.

C’e’ da augurarsi che, se mai il provvedimento dovesse arrivare alla firma di Obama, il presidente opponga il suo veto e chiarisca, magari intervenendo anche sulla limitazione del possesso delle armi come stiamo aspettando, che le donne valgono molto più di una Glock, fosse anche solo perché quest’ultima la vita può solo toglierla. Le donne la vita la creano, ma nessuno può e deve obbligarle a farlo contro la loro volontà.