Vi ricordate di Marianna Madia, la deputata del Pd messa in lista da Veltroni nel 2008 che alla prima conferenza stampa da candidata dichiarò di voler portare in parlamento la sua “meravigliosa inesperienza”? Beh, all’epoca la giovane ricercatrice lettiana fu messa in croce per la sua sprovvedutezza politica, per l’assenza di una gavetta sul territorio, di una militanza in senso stretto. “È solo la fidanzata del figlio di Napolitano”, disse qualcuno, anche se i due, a dirla tutta, si erano lasciati da tempo.

Corsi e ricorsi storici. Sul nuovo front-boy dei candidati grillini aleggia proprio l’ombra di una delle figurine dell’odiato Walter. Infatti appena diramata la notizia che il MoVimento 5 stelle candida un ventenne a sindaco di Milano contro la Moratti, il primo commento di Grillo sembra un copia-incolla dell’infelice dichiarazione madiana: “l’inesperienza è fantastica”, esulta il comico genovese lanciando Mattia Calisse, classe 1990. Questione di aggettivi, fantastica per meravigliosa, ma il senso non cambia poi di molto.

C’è da dire che la cronistoria dei candidati inesperti non ha sempre avuto protagonisti illustri. A partire da un’altra deputata piddina eletta nel 2008, la 28enne Daniela Cardinale, figlia d’arte, si fa per dire, di Salvatore, ex ministro delle Comunicazioni nei governi Prodi, D’Alema e Amato. La giovane onorevole nella sua prima – e unica – intervista al Corriere spiegò così le ragioni della discesa in campo: “Non ho esperienza di politica. Ma mi ricordo quando hanno eletto mio padre. Avevo 5 anni, una festa bellissima: sventolavamo la bandiera della Dc”. “E perché sta in lista?”, chiedeva l’intervistatore. Risposta: “Fioroni mi ha onorato della proposta. Ma ha deciso Marini”. Lo spirito del vecchio vessillo democristiano evidentemente non l’ha mai abbandonata.

E dire che loro, i grillini delle liste civiche, sull’“inesperienza” ci puntano molto. “Le  nozioni basilari dell’amministrazione pubblica si imparano nei primi 6 mesi, come in un qualsiasi contratto lavorativo di prova”, spiega Lorenzo Buiatti, 25 anni, uno dei 42 candidati a 5 stelle eletti nella scorsa tornata amministrativa. “Io stesso ho impiegato pochissimo tempo per capire come funziona la macchina delle Istituzioni“. “In primavera, oltre a Milano, ci presenteremo con molte liste in tutta Italia e tanti giovani saranno candidati senza avere alle spalle la militanza in un partito. L’anzianità di servizio – conclude – non è un valore aggiunto, ma può esserlo invece l’entusiasmo e la faccia pulita di un ragazzo di 20 anni”.