Come era prevedibile e “scontato” ma non per questo meno grave la giunta per le autorizzazione della Camera ha respinto al mittente, i magistrati di Milano, gli atti a fondamento dell’indagine per prostituzione minorile e concussione a carico di Berlusconi S. da cui emerge con prove documentali, fax dei bonifici, intercettazioni, testimonianze di minorenni e caposcorta ridotti ad accompagnatori, non solo un giro vorticoso ed organizzato di prostituzione ma versamenti e promesse di cifre mirabolanti in cambio del silenzio, partite di Kg di droga, colossali manovre per inquinare le prove, ricatti giganteschi.

La motivazione sottostante all’accoglimento in giunta della mozione del Pdl, “aggiustata” di man in mano che arrivavano da Milano quelle che il fido Bossi ha definito “scartoffie” basterebbe da sola a fotografare lo stato tragicomico della situazione. Infatti si nega la competenza funzionale della procura di Milano sul presupposto che il premier, allertato da una prostituta brasiliana ha chiamato da Parigi la questura di Milano facendo pressioni per l’affido di Ruby alla Minetti per motivi istituzionali e nell’esercizio delle sue funzioni di primo ministro in quanto convinto che la ragazza fosse la nipote di Mubarak e intenzionato a prevenire tensioni diplomatiche con l’Egitto.

Con totale disprezzo dei fatti e della dignità di cittadini ed elettori la maggioranza che si stringe attorno al capo che le garantisce vita e prosperità ha ribaltato la sua precedente posizione e ha imposto un versione ridicola sulla telefonata solo per sottrarre ancora una volta il suo benefattore ai suoi giudici naturali, prendere ancora tempo in attesa del voto palese dell’aula in una data tutta da definire. E non è difficile prevedere un ricorso davanti alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzioni tra i poteri dello Stato, con una dilatazione dei tempi che vanificherebbe totalmente il giudizio immediato e porterebbe all’ennesimo paradosso di vedere a giudizio i coimputati, mentre il presidente del Consiglio potrebbe continuare a spendere le sue migliori energie nella disarticolazione dei suoi nemici e nelle feste parrocchiali tra le sue residenze, almeno per il resto della legislatura.

Intanto tutti i poteri di controllo e istituzionali vengono messi quotidianamente a ferro e fuoco mentre l’opinione pubblica mondiale e l’informazione internazionale concentra l’attenzione su di noi; succede persino che un forum sul NYT dal titolo “Decadenza e democrazia in Italia” diventi la pagina più frequentata del giornale più importante del mondo.

In una sola giornata che si fatica a sintetizzare nella sua obiettiva drammaticità il capo della procura di Milano deve difendere i Pm dell’inchiesta ed in particolare Ilda Boccassini dalle aggressioni del Giornale; l’Anm ribadisce che “il metodo Mesiano non ci intimidisce e non ci intimidirà” e il suo presidente Luca Palamara viene pesantemente minacciato per questo. Il ministro degli Esteri va per la prima volta ed irritualmente  in Senato a confermare quanto sbandierato dal Giornale mesi fa sulla casa di Montecarlo, senza mostrare la presunta nuova documentazione e tutto il Pdl pretende le dimissioni del presidente della Camera che secondo la Costituzione non può essere dimissionato; il Copasir è paralizzato e adesso anche il suo presidente D’Alema si è accorto che è una manovra pretestuosa del Pdl.

Alle 21 in funzione di censore preventivo si materializza a somiglianza del suo referente sommo Mauro Masi ad Annozeroper dissociarsi a tutela dell’azienda” dalla conduzione di Santoro e finalmente in tarda serata, chissà in un pour parler del dopo cena, Berlusconi denuncia la “dittatura mediatica” in Rai con tanto di invito a non pagare il canone e annuncia che bisognerebbe abolire l’Authority che non serve a niente e pure i servizi segreti, che come gli ha ricordato un ministro presente “non l’hanno nemmeno tutelato”, contro i magistrati che lo “spiano”.  E il 13 febbraio grande manifestazione in piazza Duomo sotto lo sguardo benevolo della Madonnina contro le toghe rosse milanesi, in primis ovviamente Ilda la rossa.