Sul discorso di Bagnasco alla conferenza della Cei l’incipit dell’articolo La difesa del bene comune di Vito Mancuso su la Repubblica del 25 gennaio 2011.

“Il discorso di ieri, atteso dall’Italia con un interesse mai avuto prima per le parole di un presidente della Cei, il cardinal Bagnasco ha disposto le artiglierie, ha caricato i proiettili, ha puntato nella direzione giusta. E ha iniziato a colpire con parole infuocate come non era mai accaduto prima i comportamenti del capo del governo, andando ad affiancare le sue critiche a quelle espresse in precedenza dal presidente della Repubblica e dal presidente degli industriali. Quando però è stato il momento di compiere la missione fino alla fine, il cardinale ha rivolto le sue armi altrove. Il risultato, quest’oggi, è che tutti possono dire che sono contenti, persino i sostenitori del governo…”


Disastro antropologico

Parla Bagnasco, il capo della Cei
nel momento crucial del noto affare
e la solita banda di babbei
s’illude se la prenda col compare.

Incoraggianti, inver, le prime frasi
che sembran criticare il caso Ruby:
Vacillan della civiltà le basi
e su di noi s’addensan scure nubi.

Con la cultura della seduzione
la perversion dell’ethos è evidente
e l’istituzional pessima azione
fa sì che voglia perseguir la gente

il mercimonio, il facile successo,
la scalata, i quattrin senza lavoro,
l’appagamento di qualunque eccesso
con grave offesa al pubblico decoro,

stil senza sobrietà né correttezza,
immane, antropologico disastro.
E’ urgente fare subito chiarezza
per sostener dell’etica il pilastro!

Avesse chiuso qui… infiniti pregi
ma, come disse un giorno padre Dante:
i papi puttaneggiano coi regi
aggiunse quel che Silvio fa esultante:

Ma di strumenti quale ingente mole
per indagar sul nostro Cavaliere…
e a tutti rese chiaro come il sole
che sono i preti peggio delle etére.

Colpo al cerchio con le parole irate,
facendo l’occhiolin colpo alla botte:
per fine vita e soldi alle private
può scopare chi vuol tutta la notte…