Viva Minzolini, abbasso la Ferrario, anzi abbasso anche la Busi, e pure l’avvocato D’Amati che continua a vincere le cause in tribunale contro Minzolini, Masi e pure contro il loro patron San Silvio degli editti, quello che fece buttare fuori dalla rai Santoro, Biagi, Travaglio e Luttazzi.

Possibile che costoro non vogliano capire che il direttorissimo non ha colpa alcuna, che quello che ha fatto corrisponde allo spirito dei tempi e che se Berluconi ha vinto le elezioni a lui dovrà pure essee consentito di agire in barba ai contratti, alle regole e persino alla deontologia professionale, tutta roba da vecchi soviet, anzi residui del ’68, come direbbe il duo Gelmini-Marchionne

Non volle dare la rettifica, quando in un titolo fece assolvere il prescritto Mills? Perchè mai avrebbe dovuto darla in un paese nel quale il presidente del Consiglio e il suo amico Marcello lodano pubblicamente uno staliere mafioso? In ogni caso la notizia non sarebbe piaciuta all’editore di riferimento, e allora perchè insistere?

Ha perso punti negli ascolti e nel gradimento del pubblico? E chi se ne frega, tanto le reti concorrenti sono dello stesso padrone e allora cosa volete, cosa vogliono i giornalisti ribelli, e soprattutto cosa vogliono queste donne giornaliste sempre pronte a criticare?

La signora Busi, al momento delle dimissioni, ha ricordato le tante notizie non date e il paese oscurato? Singolare protesta la sua, sarà pure consentito al direttore del Tg1 di essere in sintonia con il governo che giura di aver fatto sparire persino le immondizie da Napoli, allo stesso modo si potranno fare sparire le notizie dal video, oppure siamo ancora fermi alla preistoria del giornalismo, quando si pretendeva di dare comunque la notizia?

Il gudice Ingroia protestò perchè non gli fu consentito di replicare al condannato Dell’Utri? Perchè mai avrebbe dovuto replicare ad un parlamentare e per di più europeo e per di più amico e consigliere del piccolo Cesare? Cosa vogliono questi signori che non sono stati neppure eletti dal popolo? Perchè parlano ancora?

Potrà un direttore decidere di cacciare i vecchi conduttori dal video? Potrà esercitare il suo ruolo di direttore ? Potrà decidere di cacciare solo quelli che non firmarono il documento di fiducia? Certo che sì. Potrà anche rivendicare di averli cacciati perchè vecchi? Senz’altro.

Per quale ragione allora costoro e i loro avvocati non si sono rassegnati e non hanno piegato il capo? Dove siamo arrivati, all’insubordinazione? All’odio sociale? All’anarchia redazionale? Sì, va bene, avrà sbaglato nelle procedure, si sarà dimenticato del contratto, non avrà tenuto conto alcuno delle osservazioni del sindacato interno, avrà rimosso alcuni perchè vecchi e avrà lasciato altri più anziani, ma fedelissimi, non avrà assegnto incarichi equivalenti, sarà tutto vero, ma perchè reagire, perchè rivolgersi al sindacato, perchè andare in tribunale?

Questa benedetta Ferrario poteva davvero pensare che levasse dalla conduzione anche la signora Petruni, alla quale il presidente Berlusconi regalò un’indimenticabile spilla farfalla, solo per darle soddisfazione, e per di più candidata a diventare la direttrice di Rai2? Per quale ragione avrebbe dovuto darle un incarico alternativo, dal momento che non lo ha assegnato neppure agli altri rimossi Di GiannantonioDamoss Genah, quest’ultimo defenestrato, e senza alcuna spiegazione, anche da vice direttore? Non avevano firmato neppure loro per il vecchio Minzo, ma sicuramente sarà stata una casualità, una svista, forse il direttore non era neppure informato.

Possibile mai che queste signore e questi signori siano sempre accecati dall’odio, dal rancore e non riescano mai a sorridere, a ringraziare, a dare un cenno di consenso quando il loro direttore scrive e legge uno di quei suoi editoriali nei quali “a muso duro” rivendica con coraggio la sua temeraria scelta di stare sempre e comunque dalla parte del presidente editore… Mio Dio, che sprezzo del pericolo, possibile che le signore Busi e Ferrario, per non parlare di tutti gli altri, non riescano mai ad apprezzare il gusto per il paradosso e per la libertà dal potere? E che la smetta, la Busi, di smenarla con i terremotati dell’Aquila prima usati per osannare il re e poi cancellati e oltraggiati quando hanno cominciato a denunciare la truffa.

Un tribunale ha dato ragione alla Ferrario e forse darà ragione anche agli altri? Beh, questa è la migliore conferma che il complotto c’è, che questi giudici vanno messi in riga, che la lezione non gli è ancora bastata, che serve una legge bavaglio per loro e per quelli che vogliono raccontare i fatti. Gente strana, malata, bisognosa di cure psichiatriche. Come si usava nella vecchia Russia dell’amico Vladimir.

Al i là di ogni ironia resta la domanda finale: chi pagherà per tutto questo? Chi rimborserà i danni erariali, dal momento che la Rai ha appena perso una causa, non solo per aver censurato Santoro e la sua squadra, ma anche per aver impedito a questi professionisti di esercitare liberamente la loro professione? Chi pagherà per queste scelte che hanno prima emarginato alcuni professionisti e poi li hanno lasciati senza incarico equivalente? Questo vale per la Ferrario, per altri suoi colleghi, ma vale anche per Oliviero Beha che ha vinto quattro cause senza ottenere ancora il reintegro, o per Gilberto Squizzato, autore e regista di Milano, sempre in attesa di applicazione della sentenza? Potremmo continuare con decine di esempi e metterci vicino le cifre.

Chi pagherà? La Corte dei conti deciderà di mettere il naso nelle carte e di chiedere la testa dei responsabili? Chi pagherà per i soldi regalati alla bulgara Dragomira? A proposito di Corte dei conti e di conti pagati dal contribuente, per quale ragione il direttore Masi non rende noti i risultati dell’inchiesta da lui commissionata sulla famigerata carta di credito del direttorissimo, quella che sarebbe stata usata senza risparmio, al punto tale da risultare la carta record, per le spese, nella storia della Rai ? Masi ha i rapporti sulla sua scrivania e dovrebe persino essere geloso, dal momento che il direttore lo avrebbe abbondantemente doppiato nel conteggio delle uscite.

Perchè il direttore che non ha avuto esitazione a replicare, per di più con toni insolenti e misogini, alla signora Ferrario non sfida il suo direttore generale a mettere tutto in piazza e a tutelare il suo buon nome?

Dal momento, infine, che il direttorissimo ci ha fatto sapere che lui lotta contro le burocrazie, per l’innovazione e lo svecchiamento, potrebbe l’azienda Rai far sapere agli utenti che pagano il canone come intende tutelarli dalle prepotenze, dalla faziosità, dalla violazione delle regole e persino dall’eventuale distrazione del pubblico denaro oltre che dalla scomparsa dei fatti? La domanda è rivolta al presidente e al direttore generale della Rai, che non possono certo fingere di non aver letto la sentenza dei tribunali e, tanto meno, il rapporto predisposto dai loro ispettori. Speriamo di non doverlo apprendere grazie alla abilità di Wikileaks o all’intraprendenza di una giovane, anzi giovanissima pirata informatica, così almeno non si dispiacerà il direttore del Tg1 che non gradisce troppo le “vecchie conduttrici”.

Chi sa come sarebbe stata brava, anche in video, la cara Noemi, una delle conduttrici più amate da Papi.