Sergio Marchionne

E’ un esordio positivo per il doppio titolo Fiat in Borsa. Spa apre le contrattazioni a 7,04 euro, Fiat industrial, la società nata dallo spin-off delle attività non auto dal gruppo del Lingotto, a 9 euro. La somma dei valori dei due titoli (16 euro), entrambi quotati sul Ftse mib è lievemente superiore alla chiusura di Fiat di venerdì scorso, a quota 15,43 euro, ma inferiore al Consensus, pari a 16,8 euro. Le stime di alcuni analisti indicavano infatti per Fiat spa un prezzo di 7,6 euro e per Fiat industrial di 9,2 euro, pari a un totale di 16,8 euro. I due titoli hanno subito uno stop dopo l’apertura per eccesso di volatilità, per poi riprendere le quotazioni.

Marchionne. “Abbiamo il dovere di stare al passo coi tempi e di valorizzare tutte le nostre attività”. Così ha detto il presidente di Fiat Industrial. “Di fronte alle grandi trasformazioni in atto nel mercato – ha detto Marchionne – non potevamo più continuare a tenere insieme settori che non hanno nessuna caratteristica economica e industriale in comune. Questo è un momento molto importante per la Fiat, perché rappresenta allo stesso tempo un punto di arrivo e un punto di partenza”. Il risultato della gestione ordinaria di Fiat Industrial “aumenterà in modo significativo, con un target di 3,3 miliardi di euro nel 2014. L’ebitda industriale passerà da circa 1,4 miliardi a 4,1 miliardi nel 2014” ha aggiunto Marchionne. Il presidente di Fiat Industrial ha spiegato che la scissione del gruppo Fiat è stata decisa “per rispondere a una logica di crescita di autonomia e di efficienza. L’identità di un’azienda non sta in una ragione sociale, sta nelle persone che ci lavorano, in un preciso momento e con precisi obiettivi”.

I rapporti con Confindustria. Marchionne  fa accenno anche alle polemiche con Confindustria, e spiega che l’uscita di Fiat dall’associazione degli industriali: “E’ possibile, ma non probabile”. Comunque, “Fiat non può continuare ad essere condizionata”.

Mirafiori. Riguardo alle intese firmate dai sindacati (non dalla Fiom) per lo stabilimentro di Mirafiori, Marchionne è categorico: “Se al referendum vincono i no, non faremo alcun investimento”. A Mirafiori “Fiat non ha lasciato fuori nessuno se qualcuno ha deciso di non firmare non significa che io abbia lasciato fuori qualcuno: la Fiat – aggiunge – ha bisogno di libertà gestionale”. Ed ancora: “La Fiat è capace di produrre vetture con o senza la Fiom”. Infine un nuovo affondo a chi gli chiede i dettagli del cosiddetto piano fabbrica italia da lui più volte annunciato: “Farlo è  veramente offensivo. Smettiamola di comportarci da provinciali”. Marchionne continua dicendo che “non ho chiesto io ai sindacati e allo Stato di finanziare niente. E’ la Fiat che sta andando in giro per il mondo a raccogliere i finanziamenti per portare avanti il piano. Andate in giro voi -ha detto rivolto ai sindacati – a prendere i soldi”. Promozione a pieni voti per il governo: “‘Ho trovato molto incoraggiante l’atteggiamento del governo, che ci ha dato tutto l’appoggio necessario per portare avanti il discorso riconoscendo in quello che sta facendo Fiat una cosa buona per il Paese”.

Il futuro con Crysler. Fiat potrebbe aumentare la propria partecipazione nel capitale di Chrysler salendo fino al 51% già nel 2011 se il gruppo di Detroit nel frattempo approderà in borsa. “E’ possibile – dice il manager italo canadese – che si salga sopra il 50% di Chrysler se Chrysler decide di andare in Borsa nel 2011. Possibile ma non probabile”.