Per fortuna non ci sono solo corrotti e corruttori, questo paese è fatto anche da donne e da uomini che non intendono alzare bandiera bianca e che continuano a gridare la loro voglia di legalità, il loro amore per la Costituzione, il loro desiderio di dare un futuro anche a chi verrà dopo la stagione della vergogna. Ci riferiamo, senza distinzione, alle migliaia di persone che hanno partecipato alla manifestazione del Pd, ai tanti che si sono ritrovati con Antonio Di Pietro al Paladozza di Bologna, al Popolo Viola che annuncia manifestazioni a Roma per il 14 dicembre, a quanti, sui tetti, nelle università, per le strade stanno lottando per difendere il diritto ad una formazione libera e pubblica.

Da oggi in molte città d’Europa le studentesse e gli studenti italiani che stanno partecipando ai progetti Erasmus, cioè alcuni dei migliori talenti nazionali, si ritroveranno attorno ai monumenti più famosi di Dublino, Londra, Parigi, Berlino, Istanbul per solidarizzare con le colleghe e i colleghi che stanno protestando in Italia contro la riforma Gelmini. Alla faccia di chi ha cercato di demonizzare questo movimento, di etichettarlo come un gruppo di sfaccendati, di sfaticati che non hanno voglia di studiare, come ha balbettato un vecchio e incontinente presidente del consiglio.

Chi parlerà di loro? Quale spazio troveranno nei tg del polo Raiset? Quale imbroglio inventeranno per ridurli al silenzio, o per deformare le loro posizioni?  Quale ricercatore di regime scoveranno per fare da spalla alla Gelmini?

Non si tratta di una supposizione maliziosa, ma di quanto è stato denunciato dalla Rete29aprile che ci ha segnalato come da giorni la Gelmini compaia in tv con non meglio precisati rappresentanti dei ricercatori. Come sono stati scelti? Chi li ha indicati? Per quale ragione nei faccia a faccia non compaiono mai coloro che hanno promosso la protesta, che stanno sui tetti da settimane, che hanno animato le grandissime manifestazioni di queste settimane.
Ci permettiamo di riportare alcuni passi della loro argomentata denuncia:

“… le ricercatrici ed i ricercatori della Rete29Aprile, che da mesi chiedono al ministro di considerare le fattive proposte ripetutamente avanzate, continuano a non trovare il minimo ascolto e a rimanere mobilitati sui tetti e nelle piazze d’Italia, oltre che negli atenei. Lo stesso ministro ha dimostrato totale disinteresse anche nei confronti del capo dello Stato, il quale, nell’agosto di quest’anno, aveva auspicato «un costruttivo confronto che guardi al merito delle questioni e all’interesse di lungo periodo del nostro Paese», inoltrando al ministro Gelmini una lettera della Rete29Aprile. Nessuna risposta in merito è mai arrivata. In tempi recenti, piuttosto, lo stesso ministro “espone” quello che evidentemente è il suo “ricercatore di fiducia” in comunicati stampa e in trasmissioni televisive che, lo dimostrano i fatti, ignorano le notizie e si limitano a invitare sparring partner graditi a maggioranza e governo…”

Questo è il loro metodo: la bugia mediatica, la realtà fabbricata in laboratorio, il finto contraddittorio, i faccia a faccia addomesticati, l’espulsione dal video non solo dei giornalisti non graditi, ma anche dei temi e dei soggetti sociali che non si piegano, che non omaggiano il piccolo Cesare e la contessina Maria Stella. Per questi studenti e per questi ricercatori non vale certo il lodo Maroni, quello che ha consentito al ministro padano di replicare per sedici ore ai trenta secondi che Roberto Saviano gli aveva dedicato. Il diritto di replica vale solo per loro e per i potenti, non vale mai per gli altri, quelli che non hanno padrini né mammasantissima, né guardaspalle.

Non ho mai avuto il minimo dubbio, ma di fronte all’esercito degli imbavagliati e dei censurati, degli imbavagliandi e dei censurandi, non solo voterò la sfiducia a Berlusconi, ma la urlerò dentro e fuori dall’aula della Camera dei deputati, con tutta la forza possibile, anche per gli studenti e i ricercatori umiliati.

Se esiste un dio non mancherà di seguire con spirito benevolo l’ultimo voto, regalandoci l’attesa sfiducia, che sarà ancora più celestiale, quanto più si materializzerà all’ultima scheda. Si lo ammetto, mi piacerebbe vincere anche all’ultimo secondo, magari anche su autogol, persino per una errata dichiarazione di voto di uno dei ” pentiti”, travolto e trafitto dalla vergogna a pochi metri dal traguardo…magari fosse!