Immaginate di uscire di casa e guidare tranquillamente fino all’arteria stradale principale più vicina. Una volta entrati nella carreggiata, immaginate di spingere un semplice pulsante e lasciare che la vostra auto si inserisca automaticamente nel primo convoglio libero. D’ora in poi, grazie al progetto Sartre, potrete lasciare che la strada scorra attorno a voi, leggere un quotidiano, rilassarvi guardando un po’ di televisione o più semplicemente organizzare il lavoro della giornata. Sarà il computer installato a bordo del vostro mezzo a guidare per voi, seguendo gli input degli altri veicoli posti in file da sei.

Il progetto Sartre (Safe Road Trains for the Enviroment) finanziato dalla Comunità europea e sviluppato da società spagnole, inglesi e dalla svedese Volvo, è stato presentato solo un anno fa ma è già entrato nella prima fase. I test al momento prevedono la coordinazione tra due veicoli, ma il prossimo passaggio raddoppierà questo numero fino ad arrivare a un massimo di sei autovetture contemporaneamente in formazione. Rispetto ad altre idee simili, Sartre non necessita di strade appositamente progettate, solo di un mezzo guida comandato da un professionista, la cui prontezza di riflessi è assicurata da un sistema di controllo capace di “leggere” nel viso il grado di attenzione. Le vetture in formazioni potranno in qualsiasi momento, o quando giunte a destinazione, sganciarsi dal convoglio per proseguire indipendentemente.

Con questa tecnologia non si vuole solo lasciare il conducente libero di impegnare il suo tempo come meglio crede, ma sopratutto limitare il numero di incidenti e garantire una dimunizione del 20% nel consumo di carburante. Procedendo a una velocità di 90Km/h e a distanze alquanto ridotte dagli altri veicoli, Sartre punta a fluidificare anche lo scorrimento del traffico.

Ciò che sorprende è la velocità con cui il progetto Sartre sta procedendo, sia attraverso i primi test su strada sia tramite complessi simulatori virtuali, utili sopratutto per capire in che modo una tale rivoluzione possa essere percepita dagli utenti, coloro che ogni giorni montano in macchina per affrontare città sempre più congestionate e strade di tutto il vecchio continente.

Malgrado questi veloci passi in avanti sono gli stessi ingegneri al lavoro sul progetto Sartre a frenare l’entusiasmo: se tutto questo si tradurrà in una tecnologia alla portata di tutti si saprà solo tra una decina d’anni. Nel frattempo il recente filmato postato sul sito ufficiale del progetto ci mostra fino a che punto i ricercatori sono riusciti a spingersi. Nello stesso tempo, emerge anche il più grande scoglio che Sartre dovrà affontare: guadagnare la fiducia degli utenti.