Futuro e Libertà risponde colpo su colpo alle accuse del premier, rinnovando l’invito alle dimissioni immediate. E dopo l’intervento di Gianfranco Fini a Ballarò che stronca l’esecutivo, Italo Bocchino smentisce di aver incontrato Berlusconi. Napolitano, al termine della sua visita a Milano, ha  commentato l’attualità politica con una punta di sarcasmo: “Nessuno è in grado di prevedere cosa succederà, può farlo solo chi ha una speciale sfera di cristallo”

Un “esecutivo che illude gli italiani”, un governo “che tira a campare”, un presidente del Consiglio “capace solo di criminalizzare gli avversari”. Il presidente della Camera Gianfranco Fini intervenendo telefonicamente a Ballarò ieri sera, apre il fuoco contro il fondatore del Pdl Silvio Berlusconi e chiarisce la sua posizione rispetto alle alleanze. “Non c’è alcuna ipotesi di unirsi al Partito democratico – chiarisce Fini – L’orizzonte politico di Futuro e Libertà è nell’ambito del fronte moderato, del centrodestra, delle forze alternative alla sinistra”. Secondo il presidente della Camera, “Berlusconi farebbe meglio a cambiare lo spartito, perchè la musica che noi vogliamo far fronte comune con la sinistra non incanta più nessuno”. Fini riprende lo stesso concetto espresso ieri nel corso di un incontro con gli studenti del liceo classico Orazio di Roma: “Berlusconi deve avere un po’ più di umiltà, santo cielo! Non è possibile che ogni volta si rivolga agli italiani dicendo che è il più amato, il più benvoluto, colui che da solo può fare tutto con la bacchetta magica e la colpa è solo degli altri”. Fini si infiamma: “Giriamo pagina! Berlusconi governi! E’ a Palazzo Chigi per governare, non per lanciare anatemi contro chi dissente”.

Intanto questa mattina è ripresa “la trattativa” portata avanti dalle ‘colombe’ dei due schieramenti per permettere che si formi un Berlusconi bis. A tal scopo i finiani moderati al Senato hanno riproposto il documento preparato prima della fiducia del 29 settembre, aggiornato con garanzie che nell’eventualità di un passo avanti del Cavaliere non ci saranno tranelli. Berlusconi, però, non ha alcuna intenzione – riferiscono fonti parlamentari del Pdl – di dimettersi come invece richiesto da Fini ieri sera a Ballarò. La linea resta quella della fiducia o del voto. “Non esistono possibilità che io mi faccia da parte”, ha ripetuto il Cavaliere a un esponente di spicco di via dell’Umiltà. Nel tardo pomeriggio di ieri si era diffusa anche la voce di un colloquio tra il premier e Italo Bocchino, a Palazzo Grazioli ma l’indiscrezione non viene confermata né da ambienti Fli e nemmeno da fonti del Pdl. Anzi chi è direttamente coinvolto risponde con una battuta: “È più facile che la Clinton sia andata a cena con Assange…”. Italo Bocchino liquida così le voci. Il capogruppo alla Camera di Fli smentisce il faccia a faccia e ribadisce che “non c’è nessuna preclusione” ad un Berlusconi bis, purché il premier si dimetta e lo faccia entro il 14 dicembre. “A noi interessa il programma e che la maggioranza venga allargata all’Udc – dichiara Bocchino all’Adnkronos.

“Il seguito nessuno è in grado di prevederlo”. Queste le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha risposto ai giornalisti che al termine della sua visita alla Pinacoteca di Brera, a Milano: “Nessuno è in grado di prevederlo – ha sottolineato Napolitano – può farlo solo chi ha una speciale sfera di cristallo”. “Adesso – è stata la conclusione del presidente della Repubblica – si apre un altro capitolo. Vedremo insieme come andrà a finire”.

Ieri il presidente della Camera aveva dato per certo che questo Governo non potesse ottenere la fiducia il 14 dicembre: “Almeno alla Camera il presidente Berlusconi non gode più di una maggioranza nè numerica nè tantomeno politica. E questo per la scelta – sciagurata – di qualche mese fa quando non solo espulse il co-fondatore, ma pensò di poter prescindere dal fatto che nella maggioranza si era costituita una nuova formazione politica, Futuro e Libertà. L’italia ha bisogno di un Governo che governi e non di un esecutivo che tira a campare e galleggia”, chiude Fini. Le telecamere di Ballarò riprendono Quagliariello e Rotondi mentre scuotono la testa in segno di dissenso, ma il numero uno di Montecitorio va avanti: ” Quanto al nostro “tradimento”, quando non si hanno argomenti, solitamente si ricorre a queste categorie. “Il tradimento”, “il complotto”, “la congiura” che poi di volta in volta è una congiura di magistrati, di giornalisti, degli alleati infedeli, delle potenze internazionali. Io credo che tutti gli italiani che seguono la politica ricordino perfettamente quella riunione della direzione in cui Berlusconi mi dichiarò “incompatibile” con il Pdl e soprattutto credo che gli italiani abbiano capito che c’è un esecutivo che continua a dire che viviamo nel paese dei balocchi. Ci sono questioni che solleviamo da mesi e l’unica risposta di Berlusconi è un’alzata di spalle e un “andiamo avanti così che va tutto bene, un atteggiamento che l’Italia non si può permettere”.

Secondo Fini il presidente del Consiglio dovrebbe rassegnare le dimissioni prima del giorno della fiducia: “Sarebbe utile che il presidente del Consiglio prendesse atto che una maggioranza non c’è, rassegnasse le dimissioni e cercasse di aprire una fase politica del tutto nuova che comporta un appello a tutte le forze che stanno in parlamento all’insegna della responsabilità, del senso dello Stato”. Questo Governo è stato carente, secondo Fini, soprattutto rispetto al momento di grave crisi economica: “Fronteggiarla è un dovere di tutti, non solo della classe politica. La nuova fase politica dovrebbe prevedere una nuova agenda economica visto che oggi serve uno scatto in avanti, un’altra velocità”. E sulle speculazioni economiche a cui l’Italia potrebbe prestare il fianco in caso di caduta del Governo, Fini afferma: “E’ vero che serve stabilità economica, ma bisogna capire cosa s’intende. Anche i paracarri sono stabili. Ma stabilità vuol dire un governo che ad esempio metta in campo una politica per la crescita economica, per la ripresa. Noi stiamo contenendo la spesa pubblica, ma siamo il paese che cresce meno nell’euro-zona”.

Rispetto alle alleanze con l’Udc di Casini e con l’Api di Rutelli, Fini non nega che sia quello l’orizzonte entro cui Fli andrà a collocarsi in caso di caduta del Governo: “Noi abbiamo costituito alla Camera un gruppo chiamato di “responsabilità” di cui fa parte anche l’Api di Rutelli. Si tratta di uomini e donne che hanno a lungo collaborato con il premier. Quindi Berlusconi la smetta di riconcorrere fantasmi, si chieda perché di tanto in tanto segmenti più o meno importanti della maggioranza che lo accompagnava lo lasciano. Forse Berlusconi in quest’area dei moderati ci sta solo con le intenzioni e non con i fatti”.

Il presidente della Camera esclude che Berlusconi possa avere la fiducia il 14 dicembre, ma in quel caso non rinuncerebbe alla presidenza della Camera: “Se invece Berlusconi dovesse ridursi a galleggiare con un governicchio di minoranza, gli italiani per davvero avrebbero un’ulteriore elemento per confermare la loro convinzione di un governo che non vuole governare, di un governo che ha come unica ambizione quella di tirare a campare con un presidente del Consiglio che dimostrerebbe di essere più attento ai suoi personali interessi che agli interessi nazionali”.

La telefonata di Fini si chiude con una stoccata sul tema della legalità: “Le mie critiche al Premier sono note: scarso rispoetto delle istituzioni, poca attenzione alla legalità. Faccio riferimento al caso Cosentino, accusato di connivenze con la Camorra, è ancora coordinatore del Pdl in Campania”. Fini non rinuncia a ricordare la “campagna d’odio” scatenata contro di lui dai giornali del Premier: “Confido nell’intelligenza degli elettori. Il vero ribaltone c’è stato con l’espulsione dal partito del co-fondatore da parte di un uomo, Berlusconi, che si riteneva il padrone del Pdl”.