“Che aspettiamo il 14 dicembre? Il 14 dicembre riaprono le Camere per decidere se il Governo cade o no. E non possiamo deciderlo prima? Decidiamolo domani, decidiamolo subito. Questo non era il Governo del fare? E allora fare, mica grattarsi le balle”. L’attacco arriva da Luciana Littizzetto. La comica piemontese durante il consueto monologo che chiude la trasmissione domenicale di Che tempo che fa con Fabio Fazio, si è scagliata pesantemente contro il Governo e il premier, Silvio Berlusconi. “Ha detto che gli studenti veri sono a casa a studiare, anche i presidenti del consiglio veri sono in parlamento a legiferare invece di pensare a chi invitare a cena”, uno dei passaggi. 16 minuti di intervento contro l’esecutivo, chiusi con questa frase riferita ai parlamentari: “Io li voglio vedere tutti all’inferno che spengono le fiamme col culo”.

La decisione di chiudere la Camera è stata adottata durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio su proposta del Pdl, approvata anche da Futuro e Libertà. Contrari Udc e Pd che hanno sostenuto come la scelta sia stata “determinata da ragioni politiche”, facendo slittare anche la mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi.

Le parole di Littizzetto non hanno scatenato particolari reazioni da parte dei deputati, nonostante l’attacco frontale. I senatori hanno invece reagito. O meglio, ha reagito Andrea Fluttero del Pdl che ha scritto una “lettera aperta a Luciana Littizzetto” e l’ha inviata a tutti i suoi colleghi di Palazzo Madama, con l’invito a sottoscriverla. Nella missiva, Fluttero ricorda alla comica che se la Camera ha deciso di chiudere “il Senato della Repubblica lavora regolarmente”. Nell’opposizione, invece, ha preso posizione il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. “La chiusura della Camera in questa settimana è un insulto nei confronti degli italiani. Mentre il Paese è piegato da una grave crisi economica, le famiglie non arrivano alla fine del mese, tantissimi lavoratori si ritrovano in cassintegrazione e molti giovani e meno giovani sono senza lavoro, i deputati si prendono una pausa festiva in attesa del 14 dicembre. L’irresponsabilità di questa maggioranza cade sulle spalle dei cittadini”, ha detto l’ex magistrato di Mani Pulite.

Il monologo di Littizzetto ha scatenato anche i lettori di Libero, che sul sito del quotidiano hanno commentato indignati la chiusura della Camera. Mentre l’articolo pubblicato dal giornale diretto da Maurizio Belpietro attacca la comica sostenendo che “ha esagerato”, i lettori, in buona parte, condividono quanto sostenuto da Littizzetto. “Ha detto troppo poco”, secondo Robe. Mentre l’utente dieffeelettronica scrive: “Forza Luciana. I berluscones si scandalizzano e come al solito parlano di tv di stato. Ma che non ti guardino se li scandalizzi. Io mi scandalizzo a guardare Minzo e non lo guardo! Qual è il problema per voi berluschini? Avete la coda di paglia?”. Tra offese e insulti, il “confronto” prosegue senza sosta. Del resto l’intervento di Littizzetto ha toccato molti punti.

Partendo dal crollo di Pompei e dal ministro alla cultura, Sandro Bondi. Pompei, ha detto, “si sta sbriciolando come un wafer del discount. Bondi dice che non è colpa sua, che è colpa delle condizioni meteorologiche. Ma minchia sono duemila anni che piove, adesso è colpa della pioggia? Pompei ha resistito all’eruzione del Vesuvio, ora per quattro gocce di pioggia si sbriciola? Dire cavolate va bene, ma c’è anche un limite. Bisogna dare un’interdizione, un mio amico l’hanno interdetto per molto meno”. Poi è toccato al premier, Silvio Berlusconi. Parlando delle proteste degli universitari contro la riforma Gelmini. “Berlu ha detto che gli studenti veri sono a casa a studiare, Anche i Presidenti del Consiglio veri sono in Parlamento a legiferare, invece di pensare a chi invitare a cena”.

Fabio Fazio ribatte che “il parlamento però è chiuso”, scatenando l’ira di Littizzetto. “Voglio dire un sacco di parolacce – esordisce – ho una torta di parolacce dove merda è solo la ciliegina. Ora chiudono le Camere fino al 14 dicembre. Sono sempre lì che dicono: Noi abbiamo a cuore il bene del Paese, A noi interessano i cittadini e poi chiudono le Camere? Fatemi capire: il 14 dicembre riaprono le Camere per decidere se il Governo cade o no. Non possiamo deciderlo prima? Decidiamolo domani. Porgo la domanda in maniera raffinata: che cazzo aspettiamo fino al 14 dicembre? Chi se ne frega del calendario. Aspettiamo che Bossi cambi parrucchiere e la smetta di pettinarsi coi petardi? Aspettiamo che la Santanché si faccia controllare la pressione delle labbra?”. E’ un fiume in piena. Sedici minuti di critiche all’esecutivo che si concludono con l’ultimo affondo.

“Questi qua chiudono e poi se ne stanno a casa. C’è gente che a dicembre lavora 24 ore su 24. Va bene tutto, ma non state a casa a non fare una mazza. Andate a Pompei a incollare i sassi con l’attack. Cicchitto, Stracquadanio e Bondi vadano a pulire i cessi del Cottolengo, D’Alema si mette a vangare, Casini che è figo gli mettiamo un paio di pantaloni di pelle, fa la lap dance e tira su i soldi per la ricerca sulla Sla. Ma questo qua non era il Governo del fare? Ma minchia. Fare, non grattarsi le balle, non chiudere tutto. Voglio vedere venti deputati che vanno a tirar su la fanga in Veneto, voglio vederne altri venti che vanno a tirar su le macerie all’Aquila. Perché questi qua prendono lo stipendio e lavoreranno una settimana a dicembre, e prenderanno anche la tredicesima. Se noi gliela lasciamo passare questa volta poi a gennaio diranno che ci sono i saldi e devono chiudere, a febbraio c’è la disinfestazione dei pidocchi, a marzo le pulizie pasquali. Io li voglio vedere tutti all’inferno che spengono le fiamme col culo”. Che certo, per dirla come un utente del sito di Libero, “la Littizzetto sarà pure volgaruccia, ma ha detto quanto molti italiani pensano veramente. A casa questo governo del Fare imbrogli. E’ finita, capitelo”. Ma si firma “il trota”.