L’antico ateneo senese è sprofondato da tempo in una voragine aperta da voraci malamministratori, ma nessuno all’interno della istituzione s’è preso la briga d’accertare cause, meccanismi, condotte umane e movimenti finanziari che hanno prodotto il peggiore disastro della storia dell’accademia.

Eppure i numeri parlano chiaro perché tutto è avvenuto al termine dei mandati di rettori, il senese Mauro Barni e il milanese Adalberto Grossi, che lasciarono l’ateneo più grande e ricco che pria…

Sugli oscuri maneggi successivi si sa solo che esiste uno sfascio immane, che ha permesso al ministro del Tesoro d’indicare l’ateneo senese al pubblico ludibrio perché ridotto ormai al fallimento!

Si sono avvicendati già ben quattro nuovi rettori che poco magnificamente e assai omertosamente si son dichiarati estranei ai misfatti arrivando all’impudenza di accusare i rari docenti che hanno cercato di capire cosa è successo e osato pubblicare ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti.

Allarmante anche per i non addetti ai lavori che alla direzione amministrativa dell’università senese siano stati insediati laureati in lettere, filosofia e ora in pedagogia, alla faccia dei requisiti primari…

Di fronte al silenzio interrotto solo dal blog ilsensodellamisura c’è da domandarsi se potrà servire il tardivo commissariamento di un ateneo sotto varie inchieste penali e così reticente! A pochi è servito il fatto che uno dei rettori, già presidente della conferenza dei rettori italiani, sia stato rimosso con interdizione giudiziaria e condannato penalmente per falso! Tutti – o quasi – zitti!

La realtà non è quella che in molti ritengono e così i suoi contenuti e problemi di natura economica e finanziaria, civile e penale non sono sovrapponibili nè estinguibili a furore di popoli e professori!

E potrà mai fare arte, scienza, cultura chi ostenta ostinata omertà ostile a verità, dignità, libertà?

E che dire di chi invece inveisce contro chi osa protestare ignorando il contenuto della denuncia?

Ricorda chi guarda il dito che indica la luna, in questo caso rappresentata da un’oscena voragine?

La prova della marchiana malafede dei tempi nostri sta nel fatto che chi fino a oggi si è avvicendato tra candidature e investiture non ha mai speso una parola per chiedere anzi pretendere la definizione e ricostruzione dei fatti e delle responsabilità e a muso duro ha seguito la politica del “chi ha avuto ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato ha dato scurdammoce ‘o passato!”

Chi è uomo, senza pretesa di cittadinanza o presunzione di docenza, ma soltanto come afferente ad una scala biologica animale, ha ora solo un obiettivo prima di chiudere più o men tristemente la sua performance esistenziale sulla terra! Non tacere supinamente davanti a coloro che continuano da emeriti e dichiarati “criminali, complici, consapevoli” a incitare alla unità con slogan del tipo: Il passato è chiuso! Pensare solo al futuro! Guai a chi divide! Morte a chi denuncia!

Un luogo popolato da alcuni malavitosi non identificati (siffatte voragini non si aprono per motivi d’ineluttabili calamità naturali) e da un gregge di ovìni è certo un “ateneo”…

Uomini simili, pur se bardati con tanto di toghe, cosa possono garantire sul piano di un’affidabile ricerca scientifica e su quello di una formazione etica autorevole?!