Lo scorso 29 giugno, Marcello Dell’Utri è stato condannato in appello a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo le motivazioni depositate dai giudici della Corte d’Appello di Palermo, il senatore avrebbe consapevolmente e sistematicamente mediato tra la mafia e Berlusconi per vent’anni, come il Tg1 e il Tg5 stanno ripetendo fino alla noia in apertura di ogni edizione del giorno e della notte.

Vittorio Mangano sarebbe stato introdotto ad Arcore proprio da Dell’Utri per consolidare il legame con le cosche e proteggere Berlusconi dalle escort a cui doveva dei soldi.

Per questo Mangano è considerato un eroe: ha evitato uno spreco enorme. Da quanto si legge nelle motivazioni, Berlusconi, pur di stare tranquillo, avrebbe fatto confluire un bel po’ di denaro nelle casse della mafia permettendole involontariamente di rifiorire, ammodernarsi e riconquistare così una posizione di prestigio nel ranking mondiale di categoria. Senza la presenza di Mangano quei soldi sarebbero probabilmente finiti tra i pizzi di qualche mutanda. Uno spreco enorme.

Berlusconi avrebbe erogato denaro alla mafia anche per non avere noie in Sicilia nel momento in cui la Fininvest stava mettendo le mani su alcune emittenti televisive locali. Invece di rivolgersi alle forze dell’ordine, Berlusconi avrebbe ceduto alle estorsioni per non essere ucciso e risparmiare ai suoi figli l’onta più insopportabile: finire ospiti a Pomeriggio 5 dalla D’Urso.

Continuando nella lettura delle motivazioni, Dell’Utri avrebbe presenziato ad un incontro a Milano tra Berlusconi e il capomafia Stefano Bontade, accusa di cui il senatore non sembra preoccuparsi: “Non ho nulla da temere, Bontade era maggiorenne e poi mi aveva confidato di essere il nipote di Mubarak”.

C’è poco da dire. La situazione è così imbarazzante che ormai Berlusconi non si preoccupa più degli altri scandali: da due giorni ha messo da parte ogni precauzione e sta facendo entrare le ministre dal portone principale di Palazzo Chigi.

Pensate quello che volete, ma le motivazioni sulla condanna a Dell’Utri non fanno altro che radicare ulteriormente la mia vecchia convinzione che Berlusconi non è un mafioso: non potrebbe mai far parte di un’associazione che vieta espressamente l’adulterio.

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