Maroni parteciperà alla prossima puntata di “Vieni via con me”. Il caso che lo contrappone a Roberto Saviano si è risolto dopo le dichiarazioni del direttore di Rai 3 Paolo Ruffini: “Se il ministro dell’Interno non intende fare una precisazione, ma leggere un elenco, una sua lista in veste di capo del Viminale, attenendosi al linguaggio del programma, sarà anche in questo caso il benvenuto”.  L’affaire riguarda la presenza della ‘ndrangheta in Lombardia. ”Ringrazio il ministro Maroni per la sensibilità dimostrata e sono lieto che abbia accettato di  partecipare al programma”, ha detto il direttore generale della Rai, Mauro Masi.

Il tema è caldo. La mafia al nord da tre giorni dalle aule dei tribunali ha invaso il traballante scenario politico nazionale. E così dopo lo scrittore Roberto Saviano e il ministro dell’Interno Roberto Maroni, al dibattito partecipa anche il presidente della Camera. “Non capisco come ci si possa indignare se qualcuno dice guardate che la mafia c’è anche al nord”. Queste le parole di Gianfranco Fini durante un incontro sulla legalità a Novara. “Non è una polemica contro un partito o un’area geografica – ha proseguito il leader di Futuro e libertà – perché la mafia c’è anche in Germania”.

“Pensare che la mafia – ha sottolineato Fini – sia solo un fenomeno calabrese o siciliano significa non avere letto una riga delle centinaia di migliaia di pagine degli atti giudiziari”. La lettura del presidente della Camera è tanto semplice quanto chiara: “La mafia è ovunque si muovano dei soldi, le organizzazioni criminali cercano di prosperare in ogni parte d’Italia e d’Europa”. E ancora: “La mafia è un fenomeno globale, quindi evitiamo polemiche inutili”. Anche perché, prosegue e conclude Fini “dalle inchieste  emergono tentativi di infiltrazioni mafiose nel mondo delle banche, della politica, delle istituzioni. Io mi meraviglio di chi si meraviglia”.

Riferimento ben poco velato alla polemica tra il capo del Viminile e l’autore di Gomorra. La cronaca è ormai nota. Al centro c’è l’incontro tra il consigliere regionale leghista Angelo Ciocca e il boss della ‘ndrangehta pavese Pino Neri. Su questo Saviano alza il tiro e lancia un giusto allarme sulle infiltrazioni dei padrini in Lombardia. Il politico però non è indagato. E tanto basta a Bobo Maroni per controattaccare sulle presunte falsità di Saviano.

Ora, però, le parole di Fini più che dare un senso di realtà alla questione sembrano l’ennesima frecciata polemica al centrodestra berlusconiano. Che proprio su Saviano ha squinzagliato i suoi giornali. Eppure lo scontro frontale non sembra unire il fronte della maggioranza.  Soprattutto all’interno della Lega nord dove il caso Ciocca, esploso a luglio si protrae ancora oggi. Con il ministro Roberto Calderoli che ne sponsorizza la cacciata, aprendo così una pericolosa spaccatura soprattutto in chiave di tenuta del governo.