Battaglia vinta. In 24 ore 25 mila persone hanno firmato la petizione de il Fatto quotidiano per Raphael Rossi, l’ex amministratore dell’Amiat (azienda municipalizzata di Torino per la raccolta dei rifiuti) che aveva denunciato un caso di corruzione e che era stato abbandonato dalla politica e isolato. Ora l’azienda annuncia che affiancherà il giovane amministratore nel prossimo procedimento penale. C’è però un punto della nonstra petizione che non risulta soddisfatto: il ringraziamento pubblico a un cittadino con la schiena dritta.

L’Amiat ha dunque deciso che si farà carico dell’assistenza legale di Rossi nel caso in cui dovesse costituirsi parte civile nel processo. Lui, contattato dal ilfattoquotidiano.it, accetta. “Sono soddisfatto per l’assistenza legale, anche se doveva essere automatica”, afferma Rossi. “In Italia per vedere rispettati i propri diritti bisogna alzare la voce”. Nel primo punto della petizione si chiedeva al Comune di costituirsi parte civile, “ma anche se lo fa l’Amiat è positivo. Ben venga, sebbene sarebbe importante che il Comune lo facesse”.

Il 13 dicembre, al momento della prima udienza preliminare del processo per corruzione e turbativa d’asta contro l’ex presidente del cda Giordano, un dirigente dell’azienda e cinque altri imputati, il legali dell’Amiat faranno la richiesta di costituzione perché “persona offesa dal reato”, ma solo contro Giordano e solo per il reato di turbativa d’asta, come precisava in un comunicato diffuso dopo la puntata di Report del 20 ottobre scorso. Già nell’ottobre 2008 l’Amiat aveva nominato un avvocato difensore. In questa maniera – precisa l’amministrazione in una nota diramata ieri – il Comune, essendo socio unico dell’azienda e “non avendo subito un danno diretto, vedrà tutelata la propria posizione attraverso tale costituzione”.

Per quanto riguarda la questione dei mandati Rossi spiega: “Non ho mai rimproverato questo, ho rimproverato i tanti segnali d’isolamento. Ognuno di questi era giustificabile, ma tutti insieme davano una brutta impressione”. Nella petizione resta un punto in sospeso a cui non è stata data risposta. Raphael Rossi, che ha ricevuto la solidarietà di 25 mila persone, aspetta ancora dal Comune un ringraziamento per il contributo nella lotta alla corruzione.