È stato sintomatico, oltre che molto istruttivo, guardare ieri le immagini televisive dell’incontro ad Arcore tra i vertici della Lega e il loro padrone e poi, come una naturale sequenza, i disastri causati dall’alluvione in molte aree del Veneto.

Un disastro sottovalutato, oscurato ad arte, che ha, se non altro, il pregio di sbattere in faccia ai veneti l’amara realtà di quanto le bugie abbiano le gambe corte.

È stato imbarazzante ascoltare le grida dei tanti cittadini in ginocchio di fronte all’ennesima emergenza ambientale, causata da una terra che si ribella alla scelleratezza con la quale continuiamo a gestire il territorio, ma è stato altrettanto imbarazzante sentire le parole di una classe politica, l’ex ministro Zaia in testa, che invoca l’aiuto e le risorse dello Stato per risolvere la drammatica situazione.

Ma cosa urla – mi sono detto – gli basterebbe chiamare al telefono i suoi colleghi di partito che da 18 anni siedono a Roma, dov’è stato anche lui fino all’altro giorno, e chiedere loro perché, di fronte a un evento così catastrofico che ha colpito buona parte dell’amata Padania, siano rimasti ancora una volta seduti a tavola, intenti a ribadire la loro piena fiducia al governo.

Loro, sempre solerti a correre davanti alle telecamere con tanto di cravatta o fazzolettino verde quando c’è da eleggere la miss di turno e sempre pronti a raccogliere un po’ di acqua sorgiva in ampolle, dov’erano nei giorni in cui Padova, Vicenza e tutto il circondario andavano sott’acqua? E sì che lì ce n’era di acqua!

Però, al di là di questa amara constatazione, ennesima riprova di quanto siano falsi coloro che, pur governando da anni questo Paese, tentano ogni giorno di far credere che non c’entrano nulla, quello che mi ha veramente fatto sorridere è stata l’idea dello sciopero fiscale.

Ma allora – mi sono chiesto – non abbiamo lo sbandierato federalismo in Italia?

Un giorno sì… e l’altro pure, il quotidiano «la Padania» titola che «Abbiamo il federalismo!» oppure «Ce l’abbiamo fatta, il federalismo c’è!». Beh, di fronte a questa convinzione, che alberga nella testa di tanti fedeli seguaci, mi domando: che bisogno c’è di chiedere aiuto a Roma?

Le casse dei Comuni, delle Province e della Regione Veneto dovrebbero già essere piene dei tributi pagati dai loro cittadini.

Non è così?

Ma dai…

Sta’ a vedere che adesso dovranno raccontare la verità e dire che, da quando la Lega è al governo, le casse delle amministrazioni locali sono state letteralmente svuotate proprio mentre fior di miliardi venivano mangiati dall’allegra compagine governativa per grandi opere inutili e devastanti oppure per sostenere i divertimenti dei tanti corrotti e corruttori, col capo della Protezione civile in testa.

Dov’era Bertolaso in questi giorni? Stava andando in pensione? Ma poverino… chissà che dispiacere aver messo da parte tutti quei milioni di euro che adesso gli servono per comprare un bel vigneto (in Veneto) e «sgodazzarsela» alla faccia dei vicini di casa!

Negli ultimi due decenni abbiamo visto il peggio di quanto una democrazia possa sopportare, eppure la Lega ha sempre fatto finta di non vedere nulla, ha sempre protetto il finanziatore, gli ha sempre parato il culo anche nelle situazioni più indecenti e insostenibili.

È ora che questi leader in verde comincino davvero a vergognarsi!

Ed è giusto che si vergognino davanti alle montagne di fango e acqua che hanno sepolto definitivamente, per fortuna, anche l’illusione di un popolo di aver trovato una classe politica degna di questo nome.

L’ultimo espediente è stato quello di raccontare che il federalismo arriverà a Natale.

Se non oscurassero perfino i loro siti, potrebbero venire a sapere che il tempo delle favole è finito.