Il Trota, Renzo Bossi, non ama i culattoni lagunari, Berlusconi invece “ama le donne, sempre meglio dei gay…”, almeno in questo la maggioranza è solida, li unisce la delicatezza del linguaggio, la sensibilità d’animo, lo spirito da statisti, l’uso dei diversi per acchiappare voti parlando alle viscere degli italiani, solleticando il peggio che si smuove in ogni pancia.

E’ probabile che questa ultima orrida sparata sia stata pensata per spostare l’attenzione, per costringere tutti ad inseguirlo sulla china delle battute, per aprire un sondaggio tra etererosessuali ed omosessuali, e non mi meraviglierei se uno dei tanti tg badanti e pannoloni decidesse di chiedere agli italiani “Condividete le parole del presidente? Amate le donne o preferite gli uomini?” e giù strizzate d’occhio, battute da osteria di quart’ordine, ammiccamenti e magari un altro bel linciaggio postumo mediatico contro Marrazzo che,a differenza di Berlusconi, tuttavia, si dimise pur senza essere indagato.

Può anche darsi che la battuta non sia neppure stata programmata e che sia invece una conferma del preoccupante stato di salute psichico di un presidente che ormai ha perso il controllo di sé. In questo caso c’è ancora meno da ridere, perché questo signore potrebbe fare ancora disastri su disastri.

Per queste ragioni, e parlo in primo luogo a me stesso, non perdiamo neppure un secondo a coltivare distinguo, differenze, pericolosi spiriti di appartenenza.

Per quanto mi riguarda dichiaro la mia disponibilità a firmare qualsiasi carta o documento possa servire a porre fine a questo incubo.

Mozione di sfiducia, mozione di censura, persino una cartolina, purchè raggiunga la maggioranza necessaria a staccare la spina a questo governo.

Comprendo tutte le difficoltà di Fini e del suo gruppo, ma questo è il momento di mettere la parola fine, e per sempre.

Governo tecnico? Chiamatelo come volete, a me basterebbe un governo di sicurezza nazionale, anzi di sicurezza sanitaria, capace di accompagnare alla porta chi ormai, per mille ragioni, ha perso il controllo di sé e rischia di contagiare la nazione. Se non ci saranno i tecnici ci metteremo i sanitari, gli psichiatri, il personale paramedico, chiunque abbia le competenze necessarie per impedire che la follia dilaghi, travolgendo le istituzioni e la Costituzione.

Non facciamoci distrarre dalle sue provocazioni, non inseguiamolo sulla strada dell’eversione parolaia, proviamo, almeno per una volta, a tenere diritta la barra e a costruire una maggioranza politica, sociale, popolare, capace di mandarlo a casa.

P.S. Dopo averci deliziato con la barzelletta sui gay, il presidente sbroccato è tornato sulle intercettazioni, evidentemente la lingua batte dove il dente vuole, e ha annunciato che vuole chiedere un fermo di 30 giorni per chiunque diffonda i testi delle intercettazioni, ottima idea magari accompagnata dal fermo a vita per chi dovesse chiamare in questura, spacciandosi per il presidente del Consiglio e chiedendo il rilascio della nipote di Mubarak!