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di Gioacchino Genchi | 29 ottobre 2010

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Ruby, non basta coprire gli occhi

Dal sito di Repubblica noto che gli occhi di Ruby nella foto sono orrendamente mascherati dai soliti quadratini grigi, come su qualcuno le avesse dato un pugno con dei dadi. C’è una legge che lo prevede a tutela dei minori e dalle violenze della stampa è giusto che i minori debbano essere tutelati.

Nelle cronache, intanto, le ultime notizie sulla vicenda di Ruby sono state prese a pretesto dai soliti bigotti moralisti per gridare allo scandalo.

Per costoro, però, come per quelli che pensano che per tutelarla basta imbrattarle gli occhi, lo scandalo non è Belusconi, ma la sessualità di Ruby, che ha solo 17 anni.

Questo ed altro basta ad appagare i puritani per sentirsi appagati già solo dal mascheramento degli occhi di un volto bellissimo, che finiscono per sfigurare le sembianze di una ragazza che pare un gioiello della natura e che chiunque, senza altre recondite finalità, avrebbe avuto il piacere di ammirare.

In tutto questo la più grande ipocrisia sta nel fatto che chi si preoccupa di tutelarla solo coprendole gli occhi finisce, magari senza accorgersene e senza volerlo, col farle violenza.

Una violenza diversa, forse più grave e dolorosa di quella che gli hanno fatto altri, anche per obiettivi limiti fisiologici che magari cercano anche in questo modo di dissimulare.

Ed è così che chi nella vita ha avuto sempre la virtù di trasformare il piombo in oro, saprà fare anche di questa inaspettata disgrazia una virtù.

Probabilmente qualcuno non ha ancora incassato la lezione degli errori del passato.

Non bastano i sondaggi e non sono serviti nemmeno i risultati delle urne elettorali a far capire che la campagna di stampa con le 10 domande è solo servita a rinforzare Berlusconi più di quanto lui col suo governo e con la sua maggioranza era riuscito a fare.

Anzi proprio quelle 10 domande sono riuscite a rinforzare la maggioranza e tenerla unita, più della minaccia di essere dossierati dai segugi del Giornale o di Libero.

Oggi quella maggioranza si sta sfaldando a pezzi ed è per questo che dobbiamo augurarci che con Ruby non accada quello che è successo con Noemi.

Fateci caso, ma già a solo un paio di giorni dalla notizia non si parla più di un governo che non governa, di una maggioranza frantumata di cui ormai non si contano più i pezzi, come se si fosse rotto un vaso di cristallo lanciato dalla torre Eiffel.

Non si parla più di lodi, del saccheggio della giustizia e dell’impunità del premier.

Non si parla più della crisi economica e della disoccupazione. Non si parla più nemmeno di Montecarlo e c’è da sperare che Ruby non sia solo il frutto del tentativo di cambio di casacca di qualche inquilino che abita nei palazzi dei poteri forti.

Ci sono troppe cosa strane che lo fanno pensare. Coincidenze, telefonate, agenzie fotografiche e incontri che lasciano più di un sospetto.

Nella vicenda non sorprende affatto ritrovare insieme (con Ruby) Emilio Fede e Silvio Berlusconi.

Sarebbe bastato guardare una qualuqnue edizione del TG4 degli ultimi ven’anni per accorgersene.

In questa vicenda il fatto nuovo è il sorriso di Ruby che si intravede nella foto di Repubblica, nonostante gli occhi sfigurati.

Un sorriso ammaliante che riesce a non far pensare e parlare più dell’immondizia di Napoli e forse a non farne sentire la puzza.

Proprio ricordando la Campania, in fondo, nella storia di Ruby non c’è nulla di nuovo rispetto a quanto non ci aveva svelato la vicenda di Noemi.

In quel caso anche la moglie di Berlusconi ha potuto confermare, mentre oggi non può farlo, impegnata pure lei a battersi per qualche milione di euro in più al mese di liquidazione, pur di non dire più le stesse cose su suo marito.

L’unica notizia della vicenda di Ruby, se la analizziamo bene, è la telefonata notturna di Palazzo Chigi alla questura di Milano.

Questa, a ben riflettere, oltre che una notizia di stampa appare proprio una “notizia di reato”, qualunque siano state le conseguenze di quell’interessamento.

Chi l’ha ricevuta, quand’anche non avesse aderito alle istigazioni, aveva l’obbligo di informare “senza ritardo” l’autorità giudiziaria, come impone l’art. 331 del codice procedura penale ad ogni pubblico ufficiale.

Nelle questure, poi, quelli che di solito rispondono a Palazzo Chigi non sono pubblici ufficiali qualunque e, se leggiamo bene il codice, di obblighi ne hanno anche ben altri dei semplici “pubblici ufficiali” che lavorano al Catasto.

Comunque siano andate le cose non bastano oggi solo le conferme di quella telefonata. Specie se vogliamo che in Italia la legge sia uguale per tutti e non ci siano trattamenti differenziati per i ricchi, per i poveri, per i potenti e per i deboli.

Se non vogliamo, principalmente, che si crei un codice per gli intoccabili, un codice speciale per gli oppositori del regime.

Per tutti coloro che magari non sono mai stati una forza politica, che non hanno fatto parte di un partito o hanno avuto simpatie per partiti diversi e che hanno fatto semplicemente il loro dovere, con coscienza ed onestà.

Mi riferisco a quei magistrati, investigatori o giornalisti, che hanno avuto solo il coraggio delle proprie azioni e di mantenere la schiena dritta e che, solo per questo, sono stati il bersaglio di questo Regime.

E quindi ci risiamo.

Il volto di Ruby e i suoi occhi sfigurati stanno alimentando l’argomento di distrazione di massa del momento, per allontanarci dai reali problemi del Paese.

Ed è per questo che io voglio rivendicare la libertà sessuale di quella ragazza, nonostante i suoi 17 anni.

Io ho una figlia che ha 17 anni, che ammiro mentre cresce e che da bambina ho visto diventare donna.

Ho molto rispetto di mia figlia e ancora di più ne ho della sua libertà sessuale di determinarsi come vuole.

Non ci vedo niente di male che frequenti dei coetanei. Vedendola così cresciuta e così matura non escludo che abbia già potuto avere anche dei rapporti sessuali.

Escludo comunque che mia figlia possa andare con dei settantenni.

Per quanto mi riguarda la cosa mi pare tanto assurda, che non riesco nemmeno a immaginare quale potrebbe essere la mia reazione. Penso che come me tanti padri e tante madri delle tante belle diciassettenni che fortunatamente sono nate anche in Italia hanno pensato la stessa cosa e si sono posto questi interrogativi.

Di una cosa però sono certo. Non mi sentirei mai di criminalizzare mia figlia, anche se questa fosse Ruby, anche perché sono convinto – nonostante lo sviluppo del suo fisico – della sua immaturità.

So che lei, a proposito dell’immaturità, non è d’accordo con me e forse ha anche ragione. Fortunatamente, però, in Italia c’è una la legge che la presume tale.

A differenza che per i maggiorenni, infatti, “chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni“. Non è né Di Pietro ad averlo detto, né Travaglio ad averlo scritto. Questo è solo l’art.  600 bis del Codice Penale della Repubblica Italia che, salvo lodi, legittimi impedimenti e leggi ad persona, dovrebbe applicarsi nei confronti di tutti coloro che grazie al fatto di essere ricchi e potenti, attentano alla libertà sessuale dei nostri figli.

Una legge che in Italia, però, vale per tutti e non per alcuni e così ritorniamo al punto di partenza.

Dopo la vicenda di Noemi anche con i nuovi gossip su Ruby ritornano d’attualità i possibili rapporti sessuali di Silvio Berlusconi con una minorenne. Ci auguriamo che in questo caso la genuinità delle dichiarazioni della vittima e dei suoi familiari siano più attendibili di quanto non è avvenuto nel passato. Se la minorenne fosse stata realmente consenziente e se non fosse stata pagata perché attratta da Berlusconi, magari perché c’era pure Emilio Fede, non c’è alcun reato. Bisogna avere l’onestà di ammetterlo.

Ecco perché, da poliziotto, mi è dispiaciuto non potere guardare negli occhi quella ragazza per capire se realmente fosse potuta andare a letto con Berlusconi e magari pure con Fede. Se fossi stato il direttore di Repubblica avrei rischiato pure la multa, pur di non mascherare quegli occhi.

Cominciando dagli occhi in questa vicenda si rischia di mascherare anche la verità e così alla fine, anche in questo caso, saremo costretti a dare proprio ragione all’avvocato Ghedini, com’è stato per Noemi e per la D’addario. A parte eventuali reati, che non mancherà certo ai magistrati di Milano di accertare, nella vicenda di Ruby come in quella di Noemi e della D’Addario non è necessario che ci sia per forza un reato per indignarsi.

Sicuramente queste condotte di Berlusconi, se dimostrate, sono immorali.

Pensare di risolvere il tutto con un certificato medico, come ha cercato di fare Famiglia Cristiana, non basta.

Gli italiani – anche molti che l’hanno votato – ormai sono stanchi delle condotte immorali di Berlusconi, anche se fra le molte alcune potrebbero non costituire alcun reato.

Ecco perché c’è da augurarsi che la vicenda di Ruby non serva a mascherare (come qualcuno ha fatto coi suoi occhi) lo scandalo più grave che si nasconde dietro Berlusconi. Lo scandalo di un uomo che dovrebbe essere uguale a chiunque altro di fronte alla legge e non intende nemmeno farsi processare per quello che ha fatto ed è stato accertato, oltre che per quello che può avere fatto a Ruby e deve essere ancora accertato. Per fare questo non è per forza necessario che ci siano dei reati. Le sue condotte di vita sono già sufficienti ed abbondanti da tempo per un serio rinvio a giudizio.

Mi riferisco alle sue condotte che attengono alla morale e all’etica politica. Quelle condotte non rientrano nella cognizione dei giudici penali. I ”giudici” della morale sono i cittadini. L’unico requisito perché i cittadini possano liberamente giudicare richiede che siano liberamente informati. Ecco perché in uno stato democratico la libertà di informazione è la prima garanzia di civiltà e rispetto della legge.

Forse se in Italia la stampa e la televisione fossero più libere, molte inchieste, anche a Catanzaro, sarebbe state portate a compimento meglio di come le hanno concluse certi magistrati e sicuramente con molti meno quattrini buttati al vento, solo per poter poi dire che si è speso molto e che magari, a beccare i soldi tolti dalle tasche degli italiani, è stato chi non ha beccato nemmeno un centesimo di euro.

Con l’informazione ognuno potrà capire, sapere e scegliere la sua morale.

Per quanto mi riguarda pensando a questa vicenda provo solo un profondo senso di schifo e di vergogna per un uomo di oltre 70 anni che dovesse andare con una minorenne, anche se – come per Ruby – la minorenne avesse 17 anni e fosse bella e sviluppata.

Se io malauguratamente dovessi trovarmi su un treno, seduto accanto a un ultra settantenne che mi raccontasse delle sue avventure con una 17 enne, istintivamente mi alzerei e cambierei di posto.

Se poi i posti in quel vagone fossero esauriti andrei pure a sedermi in prima classe (dove non viaggio mai) e pagherei anche il supplemento, per non stare accanto e non guardare in faccia colui che si fosse vantato di simili gesta.

Per questo è necessaria solo una corretta informazione, senza veli e senza occhi bendati, affinché la gente riesca a trovare la capacità di indignarsi, anche fra le tante persone per bene che in buona fede hanno votato per Berlusconi, solo perché non lo conoscevano fino in fondo.

Il mio auspicio, però, non è solo rivolto agli italiani, per quando ritorneranno a votare.

Sono convinto che, come fra i suoi tanti elettori, vi sono delle persone per bene fra quelli che non solo italiani ma sono parlamentari italiani e che ancora lo sostengono in Parlamento.

Ebbene io mi auguro che anche loro, se credono veramente in quella morale che contrabbandano, anche come cattolici, abbiano la capacità di indignarsi, di alzarsi e di cambiare lo scompartimento del loro treno.

Per farlo gli basta solo un po’ di coraggio e un riscatto di dignità.

Visto che sono parlamentari (e ambiscono pure a rimanerlo), su loro treno, grazie al “permanente”, non avrebbero nemmeno bisogno di pagare il supplemento per la “prima classe”.

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