Direte che Silvio Berlusconi ama le donne. E non serviva che ce lo ripetesse, ancora una volta, lui stesso. Basta andare in un bar qualunque, sentire i discorsi della gente, porre la questione delle abitudini sessuali del presidente del Consiglio per ricevere sempre la stessa risposta: “Almeno gli piacciono le gnocche!”. E poi: “Beato lui!”. Il must: “Meglio le escort che i transessuali”.

Berlusconi è “orgoglioso dei suoi comportamenti”. A proposito di Ruby, la diciassettenne marocchina che ha fatto rilasciare dalla questura di Milano perché, spiega, ha un grande cuore, il premier dichiara: “Se ogni tanto sento il bisogno di una serata distensiva come terapia mentale per pulire il cervello da tutte le preoccupazioni, nessuno alla mia età mi farà cambiare stile di vita, del quale vado orgoglioso. Sono un ospite unico, direi irripetibile, gioioso e pieno di vita: amo la vita e le donne”.

Sono tre gli scandali sessuali che hanno coinvolto Berlusconi durante l’ultimo anno e che raccontano del suo mondo privato: oltre al caso Ruby, il Casoria-gate e i racconti di Patrizia D’Addario. Tre donne che lo frequentavano e che al premier piacevano. Io ne ho conosciute due, e ho visto l’effetto che l’”amore” del settantaquattrenne ha avuto su di loro. Partiamo da Noemi: sono andata a Milano alla sua festa di compleanno per cercare di capire, e raccontare, cosa succede a un’adolescente travolta dall’attenzione mediatica di un Paese intero. Ho visto sulla sua faccia, e sul suo corpo, le conseguenze della frequentazione con il premier. Aveva il volto di plastica, un mini abitino di piume che le stringeva il busto facendo fuoriuscire il seno rifatto, saltava su un tavolo alla ricerca dei flash e baciava in bocca un’amica mentre il vocalist ripeteva “Papi girl”. Nulla a che vedere con la ragazzina di un anno prima: era la deformazione del prototipo di donna berlusconiana propinato dalle televisioni del presidente. Non c’era nulla di folkloristico alla festa, avevano tutti l’aria più triste che divertita, Noemi per prima. Ed è difficile immaginare un qualunque futuro, ora, per lei.

Poi la D’Addario. Ho intervistato Patrizia qualche mese fa, e mi ha raccontato scene orgiastiche da “bunga bunga” che, a suo dire, caratterizzavano le “serate distensive” del premier. Oggi fa fatica a lavorare, è piuttosto misterioso come faccia a mantenersi. E’ una donna che ha paura, che è stata aggredita più volte, e non solo dalla stampa. Ha venduto il residence per cui il padre si era suicidato e ha mandato la figlia in collegio per proteggerla. Anche in questo caso, la storia ha un finale triste e squallido.

Ma è proprio grazie alla D’Addario che sappiamo un po’ di più sui gusti di B.: le vuole tutte giovani, con poco trucco, vestite di nero, omologate, zitte, accondiscendenti. Vuole che cantino con lui e che guardino i filmini che lo celebrano. Gli piace ballare davanti alle guardie del corpo, mostrando senza inibizioni che lui è “l’imperatore”, come lo definì Veronica Lario quando chiese il divorzio.

C’è un filo rosso che lega tra loro queste ragazze: hanno bisogno di lui.

La D’Addario voleva risolvere le sue questioni edilizie, Noemi desiderava scappare dalla provincia e trasferirsi a Milano in cerca di fama, a Ruby manca persino la cittadinanza. Sono convinta che fossero tutte ben felici di frequentare il presidente, che lo facessero senza soffrirne. Per loro non era un uomo, ma un’enorme entrata principale per accedere a una vita più facile. Donne ciniche, che hanno solo il loro corpo e lo usano più che possono, a volte ammiccando e a volte “offrendosi al drago per rincorrere successo, notorietà e crescita economica” (copyright Veronica Lario). E poco conta che Berlusconi ora dica “in casa mia entrano solo persone perbene, e soprattutto che si comportano perbene”, perché i fatti raccontano un’altra storia.

Tutto questo rende evidente un aspetto: Berlusconi odia le donne. Le teme. Le accetta solo se sono un corpo che non s’interroga, che non lo minaccia né annoia col pensiero, sempre pronto a svolgere un compito basico e chiaro.

John Fitzgerald Kennedy sedusse Marlene Dietrich quando lei aveva 61 anni, alla Casa Bianca. Era un playboy, era curioso. Berlusconi no: non vuole scoprire nulla nelle ragazze che frequenta. Le cerca tutte identiche, le vuole addirittura vestite uguali, con addosso il suo marchio a forma di farfalla. Non insegue la conquista, non c’è alcuna sfida nel suo rapporto col sesso: per questo vuole l’amante che ha bisogno di lui, che conosce i giochi, con cui non ci sarà mai alcun confronto. Solo uno scambio di concessioni. Sarà pure ossessionato dal sesso, ma amare le donne è un’altra cosa.