Un sultano sempre più esigente e capriccioso sta mettendo in seria difficoltà un suo devoto e docile servitore cui era stato affidato il delicato e decisivo compito di metter museruola e collare alla tv pubblica pezzo essenziale per il futuro del reich1 berlusconiano.

In Italia siam così malridotti che accettiamo la madre di tutte le leggi senza fiatare: si può anzi ormai si deve essere “succubi e supini” ai desiderata del “principe” ma non lo può dire nessuno, specie se uomo delle istituzioni, politico, professore, prete, giudice, giornalista, genitore. Molti non se n’accorgono per assuefazione all’inquinamento morale e mentale!

A questo ci ha portato la progressiva prevalenza dei peggiori personaggi della commedia della vita, l’alleanza fra miseri e maneggioni, il connubio perfetto tra prepotenti e pecoroni.

E pensare che i soggetti adusi a viver malamente la propria esistenza non rappresentano la maggioranza d’una popolazione che conta su quasi sessanta milioni fra cui ̶ e non son certo il peggio ̶ i minori e i malati e il partito del non voto e delle schede nulle e bianche …
1 Reich è una parola tedesca di significato ambiguo, può significare reame o regione, ma è più usata con il significato di impero (in senso lato, poiché tecnicamente impero è kaiserreich) o nazione: in ogni caso una formazione politica di una certa importanza. Similmente all’inglese commonwealth non indica nessuna forma particolare di governo. La parola è di origine indoeuropea e contiene la radice reg- come a.e. rex, -gis o regnum oppure regere nelle lingue latine. (Wikipedia)