“Attenzione non fate il gioco di Berlusconi, non siate ossessivi, Santoro, Travaglio, Grillo, la Gabanelli portano tutti acqua al mulino di Berlusconi…”, potremmo continuare con lo scemenzario assai amato da qualche esponente del centrosinistra convinto che il modo milgiore per contrastare e magari battere il piccolo Cesare sia quello di non nominarlo, anzi di far proprio finta che non esista.

Purtroppo per loro e soprattutto per noi quel signore esiste, grazie anche agli errori di quelli che avrebbero dovuto essere i suoi avversari, e lotta non insieme a noi, ma contro di noi.

A “quelli che ci ha rovinato l’antiberlusconismo”, vorremmo porre alcune domande.

Dal momento che Michele Santoro, con le sue trasmissioni, farebbe il gioco del cavaliere, perchè questo povero Silvio, insieme ai suoi fedelissimi, spende tanto tempo nel tentativo di tappargli la bocca?

Per quale ragione l’avvocato Ghedini ha provato a far saltare la puntata sui paradisi fiscali di Antigua?

“Più se ne parla male e più prende voti”, dicono quelli che meglio far finta di nulla, e allora perchè Berlusconi si affanna tanto a stilare liste di proscrizione? Perchè pretese la testa di Enzo Biagi, di Michele Santoro, di Marco Travaglio, di Daniele Luttazzi, di Carlo Freccero? Perchè è stato ed è così stolto da voler rimuovere coloro che lo hanno fatto vincere a mani basse?

Se così fosse saremmo in presenza di un idota, di un incapace, e Berlusconi, almeno sotto il profilo della cura del suo interesse, è davvero tutto meno che uno sprovveduto o un ingenuo.

“Non cadiamo nella demonizzazione, non attribuiamogli ogni complotto, non facciamo il suo gioco..”, mormorano quelli che “ci hanno rovinato i giuici e quei cronisti che non hanno mai avuto il senso della opportunità politica”. A costoro chiediamo oggi di dirci quali parole si dovrebbero usare per definire quanto è emerso dalla inchiesta relativa al finanziere che spiava Travaglio, Grillo, Di Pietro, De Magistris, il giudice Mesiano, Patrizia Daddario, la famiglia Agnelli e chi sa quanti altri nomi usciranno nelle prossime ore, ci dicano loro le parole giuste. Se tutti costoro sono stati e sono, con tutto il rispetto per gli Agnelli, degli utili idioti perchè un finanziere si è messo in testa di spiarli e di passare il tutto al settimanale Panorama? Perchè, secondo loro, ha scelto proprio il settimanale di famiglia, vuoi vedere che il conflitto di interessi esiste davvero?

Altro che pestaggio mediatico, qui siamo in presenza di veri e propri atti di squadrismo, politico e mediatico. Non c’interessa sapere se Berlusconi in persona abbia dato l’ordine, quello che conta è che qualcuno si senta ormai autorizzato a schedare, pedinare, colpire coloro che osano criticare il loro capo e il loro editore.

Un tempo si sarebbe cercato il mandante tra i cattivi maestri, ora basta cercare sotto la voce “vecchio e cattivo maestro”, non c’è neppure da scomodare un investigatore privato, non serve neppure il Lavitola di turno.

Non occorre pensarla come Grillo, Santoro, Di Pietro, De Magistris, Gabanelli, Travaglio, per esprimere loro una convinta solidarietà, ma vorremmo che questa solidarietà, almeno per una volta arrivasse anche da quelli che “è meglio smorzare i toni, non fare il suo gioco, non cadere nella provocazione…”, anche perchè in questo schema infernale non ci sarà salvezza per nessuno.

Berlusconi e i suoi, e lo hanno già dimostrato, non fanno differenza tra moderati e radicali, tra destri e sinistri,tra  credenti e atei, tra Fini e Travaglio, tra Prodi e Di Pietro, tra Boffo e Grillo, se e quando osi entrare in conflitto reale con gli interessi del capo hai già avanzato la candidatura ad una esemplare punizione.

Chi pensa di essere al sicuro farà bene a risvegliarsi  prima che sia troppo tardi.

Post scriptum
Il ministro Romani, con l’ennesima clamorosa invasione di campo, ha definito “odiosa” la puntata della trasmissione Report dedicata alle eventuali prodezze fiscali del suo capo nell’isola di Antigua. A voi che ci leggete ci permettiamo di chiedere  di definire, sempre con un solo aggettivo, la vicenda del finanziere infedele, dei giornali di famiglia e del vecchio maestro, ovviamente nei limiti concessi dal codice civile e penale…