Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del governatore del Piemonte, Roberto Cota, fermando in questo modo il riconteggio delle schede relative alle elezioni regionali. In particolare la V sezione nel dispositivo sottolinea che “considerato che all’esito della decisione in camera di consiglio è emersa la fondatezza dell’appello” di Cota e “l’infondatezza degli appelli incidentali proposti da Mercedes Bresso e dagli altri liti consorti, ha accolto l’istanza cautelare e per l’effetto ha sospeso integralmente l’efficacia della sentenza impugnata”. Inoltre i giudici di palazzo Spada accolgono “l’istanza cautelare, e per l’effetto sospende integralmente l’efficacia della sentenza impugnata”.La decisione di oggi ha carattere sospensivo, mentre, quindi, restano ancora da discutere nel merito i ricorsi. Le parti potranno inoltre proporre ricorso per Cassazione.

La notizia è stata accolta alla Camera con un boato e gli applausi dei deputati leghisti e pidiellini. “Ero sicuro delle mie ragioni edunque non avevo dubbi su questo risultato. Adesso lasciamoci alle spalle questa brutta pagina e rimbocchiamoci ancora di più le maniche per rilanciare il Piemonte”, ha affermato Roberto Cota. “Ce l’abbiamo fatta. E’ stata accolta l’istanza cautelare – ha aggiunto l’avvocato Luca Procacci -. La volontà dei piemontesi è stata garantita da un provvedimento importante”. Per l’eurodeputato torinese Mario Borghezio “questa autorevolissima pronuncia premia la coerenza e la dirittura morale e politica di un Governatore, che in pochi mesi e pur fra mille difficoltà ha saputo imprimere al nostro amato Piemonte un passo nuovo e spedito”. Il leghista aggiunge anche che “gli indegni speculatori politici, usi alle manovre giudiziarie – in questo caso probabilmente teleguidate da registi togati – hanno sbattuto contro il muro del buon diritto”. Il collega veneto Luca Zaia si congratula con Cota che può – dice – “proseguire il prezioso lavoro di ricostruzione del Piemonte dalle macerie che aveva trovato”.

Stupefatta si è detta l’ex presidente della regione Mercedes Bresso: “Se la decisione del Consiglio di Stato vuol dire che entrambe le liste sono valide, rimango stupefatta. Se, invece, vuol dire che il riconteggio non ha senso questa è un’ipotesi come le altre, cioè può anche voler dire che le liste non sono valide. Attendiamo di capire la sentenza”. Il segretario del Pd piemontese Gianfranco Morgando ricorda che il suo partito “ha sempre dichiarato il pieno rispetto nei confronti dell’operato e delle decisioni della magistratura, pertanto, con lo stesso rispetto prendiamo atto”. Tuttavia resta la convinzione che “le irregolarità relative ad alcune liste del centrodestra siano gravi e abbiano falsato l’esito del voto. Attendiamo  di conoscere le decisioni di merito della magistratura”. Guido Viale, esponente dell’associazione radicale Adelaide Aglietta invita Cota ad aspettare “a cantare vittoria”: “Visto che pensa di aver vinto mi auguro la smetta con gli spot elettorali”.