Il lavoro della commissione antimafia sulle liste delle ultime elezioni amministrative ha fatto emergere “candidati ed eletti irregolari” per reati diversi “da quelli che il nostro Codice di autoregolamentazione prevedeva”. Cosicché l’immagine complessiva che se ne ricava è che “la disinvoltura nella formazione delle liste è molto più allarmante di quella che noi abbiamo immaginato. Sono liste gremite di persone che non sono certe degne di rappresentare nessuno”. E’ questo il bilancio tracciato oggi dal presidente della commissione Beppe Pisanu.

Pisanu ha sollecitato i prefetti che, nonostante i ripetuti richiami, non hanno ancora inviato a Palazzo San Macuto i dati sulle candidature e gli eletti alle ultime elezioni amministrative necessari per stendere i risultati dell’applicazione del Codice di autoregolamentazione. Secondo dati fermi allo scorso 25 settembre, sono 5 le Prefetture “mute” che avrebbero cioè, omesso di inviare i dati: Agrigento, Mantova, Messina, Catania e Bolzano. Altre 25 invece, avrebbero inviato dati valutati come insufficienti. Tra queste Milano, Latina, Viterbo,Savona,Terni,Bergamo,Isernia ed Enna. L’ex ministro ha ipotizzato una ”convocazione forzata” davanti alla commissione per i prefetti che non risponderanno entro una settimana all’ultimo sollecito. Una scheda sarà inviata ad ogni prefettura “totalmente o parzialmente inadempiente, in cui sono indicate le caselle da riempire. Vogliamo una risposta entro una settimana. Fine. Se non arrivano le risposte vorrà dire che arriverete voi, signori Prefetti a spiegarci in commissione che cosa è successo”.

Walter Veltroni, componente della commissione antimafia, ha commentato  l’intervento di Pisanu precisando che l’elenco dei politici sotto la lente della commissione è “un lungo elenco di persone non degne di rappresentare la loro comunità”. “Pisanu  ha detto che è in corso un carteggio con Maroni e che quest’ultimo si sarebbe attivato presso le prefetture per dare risposte”.

Anche Fabio Granata, vicepresidente della commissione antimafia, afferma: “Pisanu ha ragione. Per aver detto le stesse cose in agosto ho subito attacchi feroci in Senato”. Granata ha denunciato “l’inaccettabile livello di infiltrazione di gente indegna nelle liste e nei consigli regionali e comunali. Pisanu ha dato un segnale fortissimo alla politica nazionale, ha concluso chiedendo di andare “avanti ora nella completa individuazione dei nomi e nella loro comunicazione al Parlamento e all’opinione pubblica”.

“Le dichiarazioni odierne del presidente della Commissione antimafia, Beppe Pisanu, sono da me totalmente sposate, anche perché fanno emergere la ‘disinvoltura’ con la quale la politica forma le liste nelle varie competizioni elettorali”. A sostenerlo è Angela Napoli, capogruppo di Fli nella commissione antimafia e in quella giustizia. “D’altra parte – ha aggiunto – l’allarme lanciato oggi dal presidente Pisanu, peraltro alla luce di un lavoro reso difficile anche grazie alle inadempienze e ai ritardi di alcune Prefetture, avevo cercato invano di lanciarlo anch’io in Calabria prima della formazione delle liste per le ultime competizioni elettorali regionali e amministrative nei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Allarme che l’intera Commissione parlamentare antimafia aveva cercato di condividere con l’approvazione del codice di autoregolamentazione per le candidature”.”Quando si parla di legalità e di persone ‘al di sopra di ogni sospetto’ chiamate ad amministrare la cosa pubblica – ha sostenuto la Napoli – non è sufficiente valutare attraverso la certezza giuridica. Diceva Paolo Borsellino che la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, ma dovrebbero essere i partiti politici a fare grossa pulizia, nonsoltanto essere onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati”.